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In data 08/11/2020 17:16:09 a pubblicato
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Ecco una testimonianza di come Funzione la Sanità

Come sappiamo bene tutti gli Italiani, che già prima della pandemia era un vero calvario di attesa, se uno si ammalava ed aveva bisogno di cure doveva aspettare, nelle attesa sperando sempre che la malattia gli permetteva di vivere in tutto questo tempo, che in media si parlava di 6 mesi.

Ora con la pandemia a messo solo in evidenza come il nostro servizio sanitario fa acqua da tutte le parti, ed il bello che nessuno pensa veramente di riformarlo, anzi pensano che sia un’eccellenza.

Di fatti con la prima ondata già si e visto questo molto bene, e costretti a versare tutta la responsabilità sulla popolazione costringendola a casa e fermare tutta l’economia per un problema SANITARIO. Giusto come provvedimento, ma questo doveva servire a riformare il nostro sistema sanitario e far si che fosse in grado di affrontare qualsiasi situazione si sarebbe presentata.

Ma nulla si è fatto o quasi nulla perché si è sempre convinti che funziona bene, ed è molto GRAVE questa convezione. Dopo 7 mesi siamo sempre allo stesso punto.

Pertanto, cari cittadini qui si è a si salvi chi può. Sperando di non ammalassi mai .

Ecco una testimonianza di come Funzione la Sanità
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  1. TopGan
  2. Florentina Trifonova
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  1. TopGan commentata il 08/11/2020 18:29:27:

    MUORE IN AUTO MENTRE ATTENDE DI ESSERE RICOVERATO E’ morto davanti all’ospedale, mentre attendeva di essere ricoverato dopo essere già stato rifiutato da un’altra struttura. Il suo nome era Enzo Di Felice, età 72 anni, deceduto la mattina del 23 Ottobre alle 11.50 di fronte all’ospedale di Avezzano mentre era in attesa, in auto, di entrare al pronto soccorso. Un primo controllo è avvenuto nella tenda triage dove si fa il controllo Covid-19 ai pazienti in arrivo. La disperazione della moglie con lui, che gridava: «Fateci entrare». La moglie e la sorella avevano prima fatto un tentativo presso una clinica privata chiedendo il ricovero per una forte difficoltà respiratoria, ma qui sarebbe stato risposto loro di rivolgersi al pronto soccorso della città e le due donne così hanno fatto: la sorella Iole alla guida e la moglie Amalia, accanto ad Enzo. Quando però le due donne sono arrivate ad Avezzano le condizioni di Enzo Di Felice, che viveva a Luco dei Marsi, in provincia dell’Aquila, si sono aggravate fino al sopraggiungere della morte. Enzo Di Felice non era un paziente affetto da coronavirus, a dimostrarlo anche gli esami successivi. Diverso il parere dell’ Asl provinciale dell’Aquila, che dichiara invece che l’uomo sarebbe stato soccorso dai medici ma «ogni tentativo è stato vano». I familiari hanno presentato un esposto ai carabinieri. Sarà l’autopsia a stabilire le cause della morte. I carabinieri stanno cercando di ricostruire con chiarezza l’accaduto, ma i testimoni presenti, tra cui alcuni ricoverati presso la struttura ospedaliera dichiara il contrario, il paziente non sarebbe stato soccorso mentre attendeva nella propria auto.

  2. TopGan commentata il 08/11/2020 18:33:36:

    17 APRILE 2020 – DONNA INCINTA VITTIMA DI MALASANITÀ A TERNI 17 Aprile 2020 – Ospedale di Terni Purtroppo non si arrestano i casi di malasanità in Italia, questa volta vittima una donna incinta. La donna, dal nome Lucrezia, lo scorso 17 Aprile si è recata presso l’azienda Ospedaliera San Maria. Il fatto, a dir poco scandaloso, ha poi fatto il giro del web. La protagonista è una donna, che in comune accordo con il proprio ginecologo, si è rivolta al centro prenotazioni telefonico del nosocomio di Terni, con l’esigenza di prenotare un comune esame che si svolge in una specifica fase della gravidanza. Nello specifico si tratta dell’esame relativo alla “curva da carico di glucosio“, un test fondamentale sia per la salute del nascituro, che per quella della madre. Ciò che viene comunicato alla donna telefonicamente è che tale esame è stato sospeso in tutti i distretti del territorio umbro, a causa del Covid-19. Questa risposta ha però lasciato la donna di stucco, poiché si tratta di un esame fondamentale nel periodo della gravidanza e soprattutto a fronte di casi diabetici in famiglia. Tale esame è di solito un esame di tipo ambulatoriale, che si svolge al piano terra della struttura ospedaliera e prevede da parte delle persone sottoposte ad esso almeno un 4-5 ore di attesa per il completamento dello stesso. Per questa ragione i vertici dell’Ospedale hanno deciso una sospensione dello stesso per ridurre il rischio contagio. Ma ciò che sostiene a gran voce la donna è che il test sia per lei fondamentale, poiché grazie ad esso è possibile effettuare una diagnosi precoce del diabete gestazionale, soprattutto nel caso in cui siano presenti in famiglia persone, che hanno presentato o hanno avuto questa patologia. La donna ha attualmente denunciato l’accaduto sperando che chi di dovere trovi al più presto una soluzione a questo disagio, prima che altre donne possano incorrere nella stessa problematica.

  3. TopGan commentata il 09/11/2020 06:36:26:

    "Abbiamo trovato delle email che sostanzialmente mostrano la disperazione dei manager della sanità bergamasca perché chiedevano dispositivi di protezione e tamponi per i propri medici, mentre invece dalla centrale Unità di crisi venivano dirottati in altre zone della Lombardia dove non c'era emergenza, lo facevano per consuetudine. La burocrazia è un po' come il mulo: quando tu gli imponi di cambiare la strada ha un po' difficoltà a farlo. Lì in quelle zone c'erano più medici, ma non c'era l'emergenza che c'era a Bergamo. Ma tra queste c'è una mail che è altamente imbarazzante per i manager della Regione Lombardia che riguarda un ordine di caschi per l'ossigeno. Il 14 marzo il dirigente dell'azienda sanitaria Bergamo Est chiede con urgenza i caschi per l'ossigeno, perché mancano i caschi negli ospedali della zona di Bergamo. Dopo due giorni non arrivano, chiama disperato, scrive alla ditta modenese che dice 'guarda mi dispiace, l'ordine che chiedevi per te qui non è mai arrivato'. Lui chiama e scrive mail all'Unità di crisi e alla fine della giostra emerge che si sono dimenticati di fare l'ordine." - Sigfrido Ranucci

  4. TopGan commentata il 09/11/2020 17:18:15:

    26 ORE IN AMBULANZA - L'ODISSEA DI ANNA Una signora di 78 anni positiva al Covid è rimasta 26 ore in ambulanza, parcheggiata nello spiazzale dell'ospedale di Scafati, in attesa di accedere al pronto soccorso. Non ci sono letti disponibili. Con la febbre alta e la respirazione affannata inizia a piegare un tubicino da deflussore, intrecciando tanti nodi fino a realizzare un rosario e pregare. Una sanità al collasso che si regge sull'impegno del personale sanitario e su quei ragazzi che hanno assistito la signora con la terapia che già assumeva a casa. Gli autisti prendono 3 euro l'ora, le infermiere 5 euro e 50 centesimi, persone mosse solo dalla passione e che accudiscono i pazienti in mille difficoltà, anche nel parcheggio dell'ospedale! Andiamo avanti grazie a loro, e sicuramente NON grazie ai siparietti comici di De Luca!

  5. TopGan commentata il 09/11/2020 17:25:17:

    Morto di coronavirus dopo essere stato rimandato a casa dall'ospedale Mauriziano | 1 novembre 2020 La procura di Torino sta indagando sulla morte di un 46enne romeno morto di coronavirus lo scorso 1 novembre 2020 all'ospedale Mauriziano. L'uomo era un paziente definito a rischio in quanto in cura nello stesso ospedale per una patologia immunologica. Ad avere aperto il fascicolo è il pm Francesco La Rosa. Quando si è presentato in ospedale, il 30 ottobre, sapeva già di essere positivo al virus. Aveva un senso di malessere, fatica e dolori muscolari ma non aveva febbre né tosse. È stato però rimandato a casa con l'invito a contattare il medico di base e ad assumere paracetamolo per contenere i sintomi. Il giorno dopo, la sera di sabato 31, era tornato in ospedale con mal di stomaco e nausea. La mattina dell'1, dopo la notte passata in pronto soccorso, erano stati rilevati gravi problemi di saturazione. Le sue condizioni sono precipitate finché alle 17,40 ne è stato dichiarato il decesso. I parenti dell'uomo si sono affidati all'avvocato Stefano Fernando Mimmo, che ha presentato l'esposto in procura dopo la sua morte. Secondo l'ospedale "non era possibile prevedere un peggioramento così rapido".

  6. TopGan commentata il 10/11/2020 07:03:32:

    #Report questa sera alle 21.20 su Rai3 Le mail che imbarazzano i manager della sanità lombarda: si sono dimenticati in piena emergenza di ordinare i caschi per l'ossigeno per gli ospedali di Bergamo e provincia. Erano i giorni dell'emergenza e i medici erano con le spalle al muro: dovevano scegliere chi abbandonare al proprio destino e chi curare

  7. TopGan commentata il 10/11/2020 07:14:46:

    Il servizio di Report che fa tremare Christian Solinas Presidente della Regione Sardegna 09/11/2020 La #Sardegna ad agosto è stata al centro di un ampio dibattito politico dopo che il presidente Solinas aveva chiuso e poi riaperto le discoteche in seguito a un’impennata di contagi provenienti dai locali notturni. #Report ha ricostruito le pressioni e i condizionamenti che hanno agito sottotraccia e che hanno indotto la politica a correre seri rischi nella gestione dei contagi. Angelo Cocciu, capogruppo in consiglio regionale di Forza Italia: sapevamo che i contagi aumentavano, abbiamo rischiato. Le discoteche aperte per pressioni politiche su Solinas, i gestori avrebbero pagato penali salatissime di centinaia di migliaia di euro alle star del divertimento. Così la scelta di rimanere aperti fino a Ferragosto ha fatto impennare i contagi e fatto diffondere il virus dalla Sardegna alle altre città d'Italia.

  8. TopGan commentata il 10/11/2020 07:52:37:

    Donna ha un malore in piazza e muore in attesa dell'ambulanza: i soccorsi arrivano dopo 50 minuti L'episodio a Noci: lo denuncia il sindaco Domenico Nisi. "La precarietà del nostro sistema sanitario è inaccettabile. Questo dolore e questo lutto, e lo sgomento devono costringerci a riflettere con grande serietà sul tempo che viviamo" "Una signora accusa un malore, l'ambulanza arriva sul posto dopo 50 minuti. E nello sgomento e nell'incredulità generale, nella piazza centrale del nostro paese la comunità assiste alla morte di una persona". A raccontare quanto accaduto sabato sera è il sindaco di Noci, Domenico Nisi, sfogandosi: "E' inaccettabile". "Le telefonate e le spiegazioni ricevute - prosegue - non riporteranno in vita la cara signora Maria, alla cui famiglia porgo il cordoglio dell'intera comunità. La precarietà del nostro sistema sanitario è inaccettabile. Questo dolore e questo lutto, e lo sgomento devono costringerci a riflettere con grande serietà sul tempo che viviamo". A causa dell'emergenza Covid i tempi di intervento delle ambulanze si sono dilatati e il sindaco lancia un appello: "L'unica cosa che, ci piaccia o no, dobbiamo accettare è che siamo in una situazione difficilissima, drammatica e inedita. Tutte le cose che non funzionano richiederebbero che noi, con comportamenti virtuosi, provassimo a mitigare le difficoltà".

  9. TopGan commentata il 10/11/2020 10:08:03:

    Ospedali allo stremo, i pazienti covid sono il 25% in più della scorsa primavera Il Codacons ha presentato un esposto in Procura Gli ospedali a Torino e in Piemonte sono in affanno e continua la corsa contro il tempo, alla ricerca disperata di nuovi posti letto. Già perchè i pazienti positivi al coronavirus, ricoverati nelle degenze ordinarie o in terapia sub intensiva, sono il 25% in più rispetto al picco della primavera passata, quando la situazione era già allarmante. Il picco tra una settimana Intanto le terapie continuano a riempirsi e se la crescita continuerà ad essere lineare, si stima che il picco dei mesi scorsi verrà raggiunto tra una settimana, con 400-450 pazienti. Le stesse cifre si riferiscono al numero medio di persone in attesa nei pronto soccorsi. A riferirlo, durante il vertice della Commissione Sanità della Regione con i responsabili del Dipartimento interaziendale malattie ed emergenze infettive, il coordinatore dell'area Dea, Gian Antonio Cibinel. E' emergenza personale E la situazione è seria anche per ciò che riguarda il personale sanitario. Servono figure specifiche: oltre agli infermieri, mancano gli anestesisti indispensabili in terapia intensiva per far funzionare i macchinari, tra cui i fondamentali caschi respiratori per i pazienti più gravi. Buona parte del personale sanitario attuale oltretutto, si sta inevitabilmente contagiando ed è costretto a battere in ritirata. Esposto del Codacons E sul caos degli ospedali, il Codacons presenta un nuovo esposto in Procura. L'associazione chiede infatti di "indagare i vertici regionali e sequestrare tutti i documenti relativi all’attività posta in essere dall’amministrazione sul fronte della gestione delle strutture sanitarie". Esposto del Codacons sulla situazione negli ospedali „"La situazione in alcune province è gravissima e impone un intervento della magistratura - spiega il Codacons in una nota -. I posti letto negli ospedali scarseggiano e i pronto soccorso non riescono a far fronte ai numerosi accessi da parte dei cittadini, con conseguenze pericolosissime sul fronte delle cure prestate ai pazienti. Un quadro che potrebbe realizzare fattispecie penalmente rilevanti a carico di chi aveva il compito di impedire tale stato di cose e non ha saputo adottare i provvedimenti necessari per evitare il collasso degli ospedali cittadini".“

  10. TopGan commentata il 12/11/2020 17:17:12:

    Oncologi: “Per il covid saltano le cure, prossima pandemia sarà il cancro” L’allarme arriva dal Cracking Cancer Forum. Pierfranco Conte: «Per anni il sistema sanitario è stato scheletrizzato, al di là dei colori dei governi» Non è vero che l'oncologia sia stata preservata dall'emergenza Covid e, anzi, con i numeri attuali la prossima pandemia sarà il cancro. E' l'allarme emerso dalla prima sessione di lavoro del Cracking Cancer Forum 2020, che quest'anno si tiene in forma digitale. «Non e' vero che stiamo garantendo i percorsi oncologici», ha denunciato Oscar Bertetto, direttore del Dipartimento Rete Oncologica Piemonte-Valle d'Aosta, nel corso del dibattito «L'oncologia durante e dopo il Covid». «C'è una estrema carenza di servizi diagnostici, in molte strutture non possiamo inviare pazienti perche' non sono state separate dalle aree Covid. Abbiamo bisogno di avere spazi Covid free al di fuori degli ospedali», ha aggiunto. Molto duro l'intervento di Pierfranco Conte, ordinario di Oncologia Medica dell'Università degli Studi di Padova e coordinatore della Rete oncologica del Veneto.

  11. TopGan commentata il 12/11/2020 17:37:17:

    Medici di base, perché è già saltato (di nuovo) il filtro: ancora non esiste una procedura unica per i pazienti. E se l’azienda sanitaria è assente, il sistema non regge Neanche nella seconda ondata la medicina territoriale sembra riuscire a sostenere l'urto della pandemia. L'azienda sanitaria che dovrebbe mettere in isolamento i positivi non gestisce il grande numero di casi e i medici di famiglia si trovano da soli (e quasi sempre senza un team di infermiere e segretaria). E c'è chi ammette: "Dipende dalla nostra buona volontà. Molti colleghi si sono dileguati per paura del contagio". Il 10 novembre, il presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli ha annunciato che arriverà un documento guida per i medici di famiglia Il meccanismo della presa in carico dei malati sul territorio, soprattutto nelle Regioni zona rossa, dove l’emergenza è molto grave, salta facilmente. Il risultato sono medici di base in affanno assediati da pazienti che si sentono abbandonati. Ma perché il sistema, nove mesi dopo il primo caso di Covid, ancora non funziona? Il problema è strutturale: il medico di famiglia dovrebbe essere supportato dall’azienda sanitaria (per la messa in quarantena e il monitoraggio a domicilio), ma quasi ovunque è lasciato solo a gestire un numero spropositato di malati. Si salva solo chi (ad esempio in Veneto o in Emilia) riesce ad avere un segretario e un infermiere a supporto. Senza dimenticare che, nove mesi dopo il primo caso, ancora non esiste un protocollo unico e nazionale per la gestione dei positivi al Sard-Cov2 a domicilio. Il 10 novembre scorso, il presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli ha annunciato che, su richiesta del ministro della Salute, arriverà un documento guida per i medici di famiglia (con indicazioni sui farmaci da prescrivere per le cure a casa). Confermando così che fino adesso si sono arrangiati in un caos di documenti e protocolli “spontanei”.

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