Venuta al mondo nel 1981, in una calda giornata di inizio estate all'ora del tramonto, la prima cosa che Chiara vide fu un sole rosso scendere dietro le colline e quel rosso torna spesso. Gubbio è la sua città, fatta di pietra, piena di piazze, posto piccolo in cui la gente mormora. Proprio quel mormorio l'ha sempre spaventata. Si è nascosta da tutto e tutti, timida e introversa ha sempre temuto di esporsi fino a che, al compimento dei trent'anni, qualcosa è cambiato. Ha cominciato a credere che i sogni non sono solo quelli che si sognano dormendo, ma anche quelli che desideri avverare quando stai a occhi aperti. Così ha cominciato a scrivere: ha preso in mano una vecchia storia, scritta tanto tempo prima, le ha trovato un titolo e ne ha fatto una prima stesura. Il suo lavoro è ancora inedito ma ha aperto la strada a tante altre idee. Le piace sperimentare, piegare la scrittura a certe questioni della vita quotidiana. Al compimento dei venti anni ha fatto un viaggio in Perù. L'America Latina le ha fatto scoprire un amore viscerale per quella terra e per tutto quel che in questo mondo è sud. Uno dei suoi sogni era vivere nella casa rossa in campagna dei nonni ed è riuscita a realizzarlo.
Ama “Le avventure di Pinocchio” di Collodi, suonare De André, il ciclismo, gli eremi, la sala delle carte geografiche di Palazzo Vecchio a Firenze.
Odia la domenica, chi sa tutto di tutti, i libri di storia, gli addii.
La sua keyword è appartenere.
Il suo sogno è aprire una casa editrice.