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Ultime pensioni 2019, precoci vs Salvini e il paletto ‘assurdo’ di quota 100

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In data 11/10/2018 19:40:22 a pubblicato
TopGan
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Ultime pensioni 2019, precoci vs Salvini e il paletto ‘assurdo’ di quota 100


Mentre la discussione sulla riforma pensioni procede costantemente tra le varie dichiarazioni di Elsa Fornero, Matteo Salvini, Luigi di Maio, e le ultime specifiche del ministro dell’economia Tria sulla Nadef che fanno intendere che la quota 100 con buona probabilità sarà solo una misura temporanea e sperimentale per il 2019, il Governo dovrà valutare se e come procedere; d’altro canto vi è anche chi come i precoci, ne hanno ‘piene le tasche’.

Esausti delle tante dichiarazioni e slogan da campagna elettorale, avendo ormai ben compreso che l’abolizione della riforma Fornero non passerà per la quota 41, ma solo ed unicamente per la quota 100 con paletti: 38+62, chiedono al ‘Caro Salvini’ di lasciare da parte le bacchette magiche e di comprarsi piuttosto una bilancia. L’affermazione ironica, ma nemmeno troppo, è quella che ha fatto Roberto Sinesi, lavoratore noto al gruppo ‘lavoratori precoci uniti’, sotto ad un post sul profilo Fb del vicepremier, ecco gli ultimi aggiornamenti all’11/10.

Pensioni anticipate quota 100 non basta, tutti contro?

La cosa più grave dicono all’unisono sui social è l’aver vincolato la quota 100 ad un requisito anagrafico, un paletto assurdo, al più avrebbe dovuto pesare maggiormente quello contributivo. Non è possibile, dicono affranti che non si usi il buon senso, può un lavoratore che ha alle spalle già 41 anni andare in pensione dopo colui che ne ha lavorati 38 solo perché giovane? Ma che colpa ha commesso, se non essere andato a lavorare in giovane età, ed aver già sacrificato la propria vita? Possibile che sia così difficile, ripetono a più voce sui social, comprendere che per i lavoratori le priorità dovrebbero essere in quest’ordine: stop adv per tutti dal 2019, quota 41, ed alla fine, risorse permettendo, quota 100. Qui invece il Governo, dicono furibondi, fa tutto al contrario ,premiando in primis chi ha lavorato meno.

Precoci contro Salvini: non serve la bacchetta magica, ma il buon senso

Così scoppia la rabbia e sui social i lavoratori precoci stanno letteralmente invadendo i profili di Luigi Di Maio e dell’onorevole Matteo Salvini, si dicono basiti da tanto senso di ingiustizia nei loro riguardi, e delusi di aver riposto malamente il loro voto verso il Governo del cambiamento, che aveva assicurato giustizia. Così Roberto Sinesi provocatoriamente ha scritto sul profilo di Salvini e ci ha avvertito di averlo fatto in pvt, affinché ne dessimo il giusto risalto: Caro Salvini nessuno ti ha chiesto di avere la bacchetta magica è sufficiente che ti compri una bilancia così potrai capire che 38 non è maggiore di 41. Ti prendi un centinaio di sassolini tutti di ugual peso poi ne metti 38 da una parte e 41 dall altra ,poi capirai dove pende la bilancia”. Cosa ne pensate delle parole del lavoratore precoce, le condividete o reputate che comunque quota 100, 62+38, sia un buon inizio per ‘smontare’ la Riforma Fornero?

Ultime pensioni 2019, precoci vs Salvini e il paletto ‘assurdo’ di quota 100

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