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  1. In data 01/06/2020 22:39:43 a pubblicato
    Florentina Trifonova
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  2. In data 01/06/2020 18:20:55 a pubblicato
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    La mancata Zona Rossa di Alzano Lombardo e Nembro

    Conte fa a pezzi Fontana.

    La mancata Zona Rossa, e conseguente chiusura, dei comuni di Alzano Lombardo e Nembro in provincia di Bergamo era stata fortemente raccomandata da una nota dell’Istituto superiore di sanità già lo scorso due marzo.

    Questo ritardo è avvenuto nonostante il governo il 23 febbraio abbia varato un decreto (il n.6) in cui si dichiarava che “allo scopo di evitare il diffondersi del COVID-19 nei comuni dove risulta positiva almeno una persona le autorità competenti sono tenute ad adottare ogni misura di contenimento”.

    Quella domenica 23 febbraio, nell'ospedale di Alzano Lombardo “Pesanti Fenaroli” erano già stati accertati due casi di Coronavirus, focolaio dal quale è partita una vera e propria strage silenziosa di migliaia di morti. Senza considerare poi che fino al 9 marzo non è stato istituito alcun blocco e addirittura fino al 23 marzo le aziende sono rimaste aperte nella Val Seriana, polo industriale fondamentale per l’export italiano, con circa 400 imprese presenti sul territorio, e uno scambio di persone e merce di livello incredibile.

    Ma di chi era la responsabilità, chi doveva agire: il governo o la Regione Lombardia? E perché non si è deciso di chiudere? Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha oggi inviato una nota formale di risposta: “Non vi è argomento da parte della Regione Lombardia per muovere contestazioni al Governo nazionale o ad altre Autorità locali. Se la Regione Lombardia ritiene che la creazione di nuove zone rosse andava disposta prima, con riguardo all'intero territorio regionale o a singoli comuni, avrebbe potuto tranquillamente creare “zone rosse”, in piena autonomia”.

    A conferma di questo assunto – continua Conte – si rileva che la Regione Lombardia ha adottato – nel corso di queste settimane – varie ordinanze recanti misure ulteriormente restrittive, le ultime delle quali il 21, il 22 e il 23 marzo 2020″. Il 6 marzo – continua il Presidente del Consiglio – maturava l’orientamento di superare la distinzione tra “zona rossa”, “zona arancione” e resto del territorio nazionale in favore di una soluzione ben più rigorosa, basata sul principio della massima precauzione, che prevedesse la distinzione del territorio nazionale in due sole aree: la Lombardia e province focolaio di altre regioni e il resto d’Italia”.

    Poi, la stoccata finale al governatore della Lombardia Attilio Fontana, circa la responsabilità nella competenza territoriale per la decisione sulla Zona Rossa: “Quanto invece alle competenze e ai poteri della Regione Lombardia, si fa presente che le Regioni non sono mai state esautorate del potere di adottare ordinanze contingibili e urgenti”. “Al pari di quanto hanno fatto altre Regioni – conclude Conte – come il Lazio, la Basilicata e la Calabria, nei cui territori, con ordinanza, sono state create “zone rosse” limitatamente al territorio di specifici comuni”.



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  3. In data 14/06/2019 16:55:09 a pubblicato
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  4. In data 25/05/2020 07:52:01 a pubblicato
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    Covid-19: Rincari dei prezzi da parte dei commercianti.

    In questa apertura stiamo vedendo che molti commercianti hanno aumentato i prezzi, con addirittura un contributo per il covid.

    A loro dire, in giustificazione di tutto questo e dovuto ai costi che hanno dovuto sostenere per la messa in sicurezza dei loro locali per i protocolli messi in atto, e per i mesi che sono stati costretti a tenere chiusi. Quindi senza guadagni… Perciò questo mancato incasso lo mettono a rincaro ai consumatori.

     Come al solito in ITALIA chi deve pagare il tutto dovuto alla pandemia sono solo le solite categorie “dipendenti e pensionati” le quali non possono fare rincari non possono evadere e nemmeno chiedere aumenti, non hanno presi aiuti, se non una cassa integrazione in deroga appena utile al necessario, quando ci sono riusciti.

    Mentre loro hanno avuto la compensazione fiscale, vero che la prenderanno fra tre mesi, intanto i soldi li prendono immediatamente con gli aumenti e poi di nuovo con la compensazione. In più per le spese di adeguamento che gli rimangono, hanno preso un prestito agevolato.

    Ma mai possibile che in ITALIA anche difronte ad una pandemia ci devono essere i soliti ad approfittarne come dei sciacalli? Ogni disgrazia diventa un’opportunità di arricchimento per le solite categorie, che poi sono anche quelle dove esiste il maggior sommerso delle tasse?

    Lo so che a volte prendere dei provvedimenti di controlli da parte dello stato sembrerebbe una limitazione di libertà ma difronte a questo sciacallaggio e visto una mancanza totale di onestà ed umanità.

    Diventa indispensabile un intervento ad impedire questi RINCARI.


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  5. In data 28/04/2020 08:08:44 a pubblicato
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    Non ne usciremo più finché non verranno applicate queste tre cose nell'organizzazione della sanità.

    Fase 1

    Dal 31 di gennaio e stato diramato l’emergenza sanitaria, ma nulla e stato fatto in merito fino a quando si sono verificati i primi contagi, che non sto a ripeterli come sono andate a finire (Codogno, Vo, Bergamasca), allora ecco che i primi provvedimenti sono stati quelli di regolare il distanziamento sociale della popolazione, che va benissimo come provvedimento immediato per far si che il servizio sanitario si adeguasse e si riorganizzasse. Invece si e scelto come provvedimento definitivo per contrastare il contagio  senza fare quasi nulla nel settore specifico se non quello di ampliarlo (giusto ma non solo) per aumentare la capienza dei malati. E come se visto che sulle strade ci sono tanti incidenti dovuti a buche e strade disconnesse si sceglie di chiuderle e non di risistemarle. E come visto che l’Italia è una zona sismica quindi possono verificarsi terremoti si sceglie di evacuare tutti gli Italiani anziché provvedere a sistemare tutti gli edifici vecchi e nuovi ad essere anti sismica.

    Mentre non si organizza il sistema sanitario e potenziarlo per metterlo in condizioni di sostenere e curare i malati che si infettano con l’unico strumento valido (Tamponi) che serve ad individuare in anticipo le persone contagiose che diffondono il virus.

    Fase 2

    Adesso in questa fase dicono riapriamo piano piano tutte le attività, e quella più pericolosa no perché potrebbero preludere a nuovi focolai. (si ripete come in fase 1). Dunque, insieme alle “regole di distanziamento sociale” e nulla viene detto del compito del servizio sanitario di dotarsi di strumenti e pratiche che minimizzano il rischio di espansione del contagio, cosa che servirebbe sia a limitare i morti che il sovra affollamento degli ospedali.

    Per fare questo basterebbero tre cose:

    1.      Potenziare la sanità territoriale anche con presidi in ogni quartiere in modo da non avere sovraffollamento i quali separano con un primo esame i gravi (da Ospedalizzare) da quelli meno gravi (da inviare in apposite strutture per la quarantena).

    2.      Individuare rapidamente i positivi anche se con lievi sintomi e testando i loro contatti (coi tamponi), pertanto far si che tutto il necessario sia a disposizione per eseguirli anche convertendo ditte e quando necessario. (Il tempo per rafforzare  è stato concesso dal popolo restando a casa) E non come si è fatto finora dicendo a tutti state male, avete difficoltà a respirare?  restate a casa non venite in ospedale.

    3.      E solo alla fine quando si è sicuri di tenere sotto controllo la diffusione cominciare ad avere un’idea di come e quando si sia diffuso il virus sul territorio per agevolare gli studi statistici, ( questo dovrebbero servire i test epidemiologici a campione).

    Altrimenti se non si fanno queste cose e si continua con spostare il problema sulla popolazione non se ne uscirà mai perché significa tempi lunghissimi e se non si muore di virus si morirà di fame e di rivolta..

    DIFFONDETE TUTTI FACCIAMO IN MODO CHE RIESCA AD ARRIVARE A CHI DI DOVERE PER METTERE IN PRATICA.


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LE TUE MANI

Grande è la gioia che provo quando posso stringere le tue mani.
Sento esprimere tutte le cose che non mi hai mai detto,
sento che ancora mi vuoi bene,
anche se non te l'ho mai chiesto.
Nelle tue mani ho messo il mio cuore
e tutto l'amore vero e sincero.
Il tempo è passato ma il mio sentimento non è mai cambiato è ancora forte e vivo.
Spero ancora di stringere le tue mani,
sentire che col pensiero mi sei vicina.
Ti prego! non negarmi la gioia di un tuo saluto
e la speranza che un giorno non lontano,
ancora io possa stringere le tue mani.

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