logo
Newseletter Accedi Registrazione Lavora Con Noi Aiuto
topgan gmail facebook twitter linkedin instagram
logo in movimento
Logo
sito

La Bacheca del sito di TopGan da dove potete vedere quello che succede nel sito e potete postare quello che pensate e pubblicare i vostri articoli, annunci tutto gratuitamente.
Se volete condividere in questa bacheca il vostro sito o articolo e una pagina inserite questo codice qui sotto nel vostro sito o pagine da condividere e poi basta un click e tutto sarà condiviso.

Modificate la parte dove dice: Url della tua pagina con l’url da condividere.

<a title="Aggiungi a TopGan" rel="nofollow" target="_blank" href="https://www.topgan.it/sharing?url=Url della tua pagina"><img style="width: 100%" src="https://www.topgan.it/Images/topgan-logo-255x252.png" alt="topgan"></a>

Nuovo Post
annulla
  1. In data 04/03/2021 07:43:50 a pubblicato
    TopGan
    TopGan


    Condividi
    o
    Commenta
    Condividi.png

    Basta attesa senza cure: il Piemonte sfida le linee guida

    l Piemonte è la prima regione a sconfessare le linee guida ministeriali sulle cure a domicilio covid che prevedono vigile attesa e paracetamolo. Nel nuovo protocollo licenziato dal Cts regionale entrano l'obbligo del medico di visitare il paziente positivo e le cure tempestive per evitare il ricovero in ospedale. Sdoganata anche l'idrossiclorochina. L'assessore Icardi: «La gente deve essere curata a casa, il Governo deve farsene carico».

    Nel nuovo protocollo medico licenziato dal Cts della Regione Piemonte e che verrà presentato oggi, troviamo sancito il principio della cura immediata del paziente. Addio vigile attesa e telemedicina con la somministrazione di solo paracetamolo. La decisione dell’assessore Luigi Icardi è una dichiarazione di guerra alle linee guida ministeriali che dal 30 novembre scorso non sono state ancora aggiornate nonostante ormai anche i sassi abbiano capito che la strategia della osservazione & attesa e della Tachipirina ai primi sintomi sia non solo fallimentare, ma anche dannosa, dato che se i ricoveri aumentano, buona parte di responsabilità sono da attribuire a questa indicazione.

    «La vigile attesa? Assolutamente no, non la consideriamo proprio come una buona pratica», spiega Claudio Sasso, direttore del Dirmei, il Dipartimento interaziendale per le malattie infettive che è il braccio esecutivo dell’assessorato alla Sanita piemontese. «Il protocollo è incentrato sull’intervento immediato, tempestivo, sia diagnostico che terapeutico».

    Una seconda novità è che le linee guida licenziate da Torino si discostano dalla pratica abituale ormai consolidata della diagnosi telefonica del medico. Pratica, quest’ultima, che ha fatto venire meno migliaia di visite con conseguente abbandono terapeutico. Dopo l’accordo sindacale con le associazioni di categorie dei medici di medicina generale, il Piemonte ribadisce quanto già i camici bianchi di famiglia in regione stanno facendo da un anno: «Visitare e curare al più presto».

    Come? «Anzitutto una prima visita di persona affidata o al medico di medicina generale o alla Usca, in stretta condivisione tra di loro, poi con il monitoraggio anche a distanza del paziente, una volta decisa la terapia, che, di sicuro non avrà tra i suoi punti principali la Tachipirina, ma con antinfiammatori FANS, l’eparina, l’antibiotico, il cortisone, la vitamina D e con l’ormai negletta idrossiclorochina. «Siamo perfettamente consapevoli del dibattito che c’è nel mondo scientifico sul suo uso – prosegue Sasso alla Bussola -, ma sappiamo altresì che se utilizzata nella fase precoce della malattia, il meccanismo d’azione di inibire la replicazione virale è accertato con buona speranza di successo. Quindi, non sarà l’unica terapia, ma pur all’interno di un percorso off label, sarà una delle armi che il medico in scienza e coscienza avrà modo di usare. In questo – aggiunge Sasso – la Regione dimostra di recepire la sentenza del Consiglio di Stato che ne sdogana l’utilizzo sulla base di ricerche specifiche condotte su pazienti curati precocemente».

    La notizia dell’introduzione dell’idrossiclorochina, che già era presente nel primo protocollo licenziato a fine autunno, arriva contemporaneamente ad una nuova presa di posizione dell’Oms sull’antimalarico che non funziona se dato in fase di profilassi, un fatto scontato ormai e accettato da tutti. Anche per quanto riguarda le ricerche scientifiche sul suo uso (pubblicati a febbraio dalla rivista Cochrane) siamo ancora fermi a settembre scorso e comunque su pazienti già ospedalizzati, quando si sa che a quello stadio di malattia l’idrossiclorochina è del tutto inutile.



    Mi piace
    OK
    Questo post piace a: 1 Persona/e
    1. TopGan

    Questo post ha prodotto un commento.

  2. In data 03/03/2021 07:27:50 a pubblicato
    TopGan
    TopGan


    Condividi
    o
    Commenta
    Condividi.png

    Draghi blocca i bonus. Tutti congelati fino a nuovo ordine!

    Da poco insediato, il governo Draghi ha già congelato tutti i bonus 2021. La situazione non è destinata a risolversi tanto presto, visti i tempi di legge. Nel frattempo l’esecutivo ha dato qualche anticipazione sui bonus che intende cancellare e quelli che intende mantenere. Vediamoli insieme!

    Appena insediato, Mario Draghi non ha fatto mistero di non gradire la pioggia di bonus, così come l'ha definita, erogati dal precedente governo Conte.
    Secondo il Premier i nuovi bonus non riescono a tamponare l’enorme pressione fiscale che grava sulle spalle dei lavoratori italiani. Sono piuttosto un ulteriore spreco di soldi per le casse dello stato.
    Mentre Il finanziamento hai giornali non sono uno spreco di fatti li ha introdotti.
    Il nuovo Premier ha annunciato così la necessità di una riforma fiscale, che intervenga sull'IRPEF ed elimini la gran parte dei bonus.
    Perciò che da marzo  ha ridotto le pensioni per l'adeguamento IRPEF.

    Alcune agevolazioni saranno cancellate per sempre, altre accorpate così da semplificare il sistema fiscale.

    Per ora, aspettando la riforma del fisco, i bonus rimangono tutti congelati in attesa che il nuovo esecutivo deliberi in merito ed emani i decreti attuativi.

    Probabilmente anche per i bonus confermati, i cittadini dovranno aspettare molto prima di poterne usufruire. 

    Anche ammettendo che il nuovo governo deliberi all'istante, perché un bonus possa entrare in vigore, deve essere emesso, entro 60 giorni, un decreto che ne regoli la normativa di presentazione della domanda di richiesta. Questo vuol dire che per riavere i bonus, quei pochi che rimarranno, dovremo aspettare almeno fino ad aprile.

    Bene vediamo un po le cose fatte appena insediato tanto per    stabilire "il chi comincia bene è già a metà dell'opera".


    1. Il provvedimento che ha restituito il finanziamento pubblico hai giornali che era stato eliminato del precedente governo.

    2. Aggiornamento dell'IRPEF dei pensionati che cosi si sono ritrovati ad avere una pensione più MAGRA a partire da Marzo.

    3. Sostituzione dell'Amministratore "Arcuri" all'Emergenza, e sostituzione del capo della protezione civile.

    4. Confermare il DPCM delle chiusure a zone come il vecchio governo.

    E proprio vero che chi BENE INIZIA BENE FINISCE e che il Buongiorno si vede dal mattino.



    Mi piace
    OK
    Questo post piace a: 1 Persona/e
    1. TopGan

    Nessuno ha commentato questo post

  3. In data 02/03/2021 08:41:26 a pubblicato
    TopGan
    TopGan


    Condividi
    o
    Commenta
    Condividi.png

    Draghi castiga le pensioni. Assegno più basso a marzo

    Inizia il periodo più brutto dell'anno, pensando alle nostre pensioni. Da un lato si parla di una radicale riforma, dall'altra si riducono gli assegni. Sì sì, certo, qualche testata concorrente alla nostra già si preparerà ad accusarci di utilizzare in nome di Mario Draghi invano, perché i conti con i quali dovranno fare i pensionati nel corso del mese di marzo, non hanno nulla a che fare con il nuovo premier.

    Inizia il periodo più brutto dell'anno, pensando alle nostre pensioni. Da un lato si parla di una radicale riforma, dall'altra si riducono gli assegni. Sì sì, certo, qualche testata concorrente alla nostra già si preparerà ad accusarci di utilizzare in nome di Mario Draghi invano, perché i conti con i quali dovranno fare i pensionati nel corso del mese di marzo, non hanno nulla a che fare con il nuovo premier. Un mera coincidenza? Tirando le somme, il ricalcolo della mensilità che arriverà nei prossimi giorni, condizionata dai conguagli al ribasso dell'Irpef, arriva in un momento molto molto strano.

    Sì perché la speranza di molte persone era posta nel nuovo Governo. Mario Draghi, con il suo discorso del Whatever it takes, era entrato nel cuore delle persone, che si affidavano ad un uomo di estrema cultura e destinato a fare il bene del paese. Un bene, che secondo l'opinione dei più, dovrebbe coincidere anche con il bene del proprio portafoglio. Poi non centra che il ricalcolo delle pensioni sia un'eredità dei governi passati o se le nuove misure restrittive siano dettate da un'esigenza sanitaria e che gli strumenti per arginarla non siano ancora stati messi in piedi!

    Pensioni, cosa cambia a marzo!

    Si preannuncia un mese di marzo molto duro per i pensionati, che a causa dei conguagli dell'Irpef si rivedranno la pensione ridotta. Ma non basta, come ha provveduto a sottolineare l'Istat, l'assegno previdenziale riservato ad impiegati ed operari nel biennio 2019-2020 era sceso dello 0,3%. Stiamo parlando di due delle categorie che sono state fortemente colpite dalla pandemia e dalle restrizioni economiche, che hanno portato a bloccare molte attività.

    Gli assegni previdenziali saranno interessati ad un ricalcolo del Irpef: a subire il taglio della propria pensione saranno i pensionati, che hanno percepito degli altri redditi rispetto all'assegno Inps. Sarà necessario provvedere ad un conguaglio, che porterà ad un riduzione rispetto a quanto si era preventivato di ricevere. Ma non solo, a pesare sulla mensilità, oltre all'Irpef, ci saranno anche gli importi relativi all'addizionale regionale 2020 e all'addizionale comunale 2020.



    Mi piace
    OK
    Questo post piace a: 1 Persona/e
    1. TopGan

    Nessuno ha commentato questo post

  4. In data 22/02/2021 08:15:06 a pubblicato
    TopGan
    TopGan


    Condividi
    o
    Commenta
    Condividi.png

    Rinvio dei tagli all'editoria e contributo a Radio Radicale, Fnsi

    «Segnale forte a tutto il settore come primo provvedimento del nuovo governo Draghi, ecco uno dei motivi dell'osannare da parte di tutti i giornali a questo Governo ed è anche uno dei motivi percui combattevono contro il Governo Conte

    Approvati in commissione alla Camera due emendamenti al Milleproroghe. «Sanato un vulnus», rileva il segretario generale Raffaele Lorusso. «L'auspicio - aggiunge - è che anche il nuovo governo presti attenzione alla salvaguardia del pluralismo dell'informazione. Occorre riprendere al più presto il percorso virtuoso e condiviso con le parti sociali avviato nei mesi scorsi».


    Nuovo rinvio dei tagli all'editoria e rifinanziamento di Radio Radicale: le commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera hanno approvato due emendamenti al Milleproroghe, riformulati, che spostano di altri due anni l'entrata in vigore del graduale azzeramento del contributo ai giornali previsto con la manovra per il 2019 e stanziano 2 milioni per il 2021 per Radio Radicale.

    «L'approvazione dei due emendamenti a tutela del pluralismo dell'informazione rappresenta un segnale forte a tutto il settore», commenta Raffaele Lorusso, segretario generale della Federazione nazionale della Stampa italiana.

    «L'aver messo in sicurezza i contributi per Radio Radicale e per i giornali in cooperativa – aggiunge – consente di sanare il vulnus che si era creato con il taglio progressivo dei finanziamenti, approvato con la legge di bilancio 2019. L'auspicio è che anche il nuovo governo presti attenzione alla salvaguardia del pluralismo dell'informazione».

    Per il segretario Fnsi, «occorre riprendere al più presto il percorso virtuoso e condiviso con le parti sociali, avviato nei mesi scorsi sia sul versante di una riforma complessiva del settore dell'editoria sia sul versante della tutela del lavoro giornalistico, a partire dal contrasto al precariato e allo sfruttamento fino alla difesa del diritto d'autore».



    Mi piace
    OK
    Questo post piace a: 1 Persona/e
    1. TopGan

    Nessuno ha commentato questo post

  5. In data 22/02/2021 07:37:37 a pubblicato
    TopGan
    TopGan


    Condividi
    o
    Commenta
    Condividi.png

    Nuovo digitale terrestre 2021 date passaggio Piemonte

    cosa cambia e quando avverrà il passaggio

    Nuovo digitale terrestre 2021 date passaggio

    Lo standard di ultima generazione

    Il 2021 sarà l'anno del passaggio al digitale terrestre di seconda generazione. Il nuovo digitale terrestre. Il DVB-T2 (Digital Video Broadcasting – Second Generation Terrestrial) è lo standard di ultima generazione per le trasmissioni sulla piattaforma digitale terrestre del consorzio europeo DVB e  diverse regioni italiane dovranno procedere a risintonizzare i canali che si trovano nella nuova banda di frequenza a 700 MHz. Il Piemonte è tra le prime regioni in cui avverrà il passaggio al nuovo standard.

    Sono previsti due passaggi. Dal 1° settembre 2021 cambierà il modo di guardare la televisione: le immagini saranno di maggior qualità e avremo la possibilità di usufruire di un numero più alto di programmi. Il primo passaggio riguarderà lo standard di codifica MPEG-2, che sarà abbandonato a favore del più avanzato MPEG-4, ovvero la tecnologia che consente la visione dei programmi in HD. Chi possiede una Tv che non riceve canali in alta definizione, dovrà dotarsi di un decoder o cambiare il proprio televisore già a partire da questa data. Il secondo passaggio, previsto tra il 21 e il 30 giugno 2022, riguarderà lo standard di trasmissione e vedrà il sistema DVB-T2 HEVC sostituire l’attuale DVB-T.

    Il 2021 sarà l'anno del passaggio al digitale terrestre di seconda generazione. Il nuovo digitale terrestre. Il DVB-T2 (Digital Video Broadcasting – Second Generation Terrestrial) è lo standard di ultima generazione per le trasmissioni sulla piattaforma digitale terrestre del consorzio europeo DVB e  diverse regioni italiane dovranno procedere a risintonizzare i canali che si trovano nella nuova banda di frequenza a 700 MHz. Il Piemonte è tra le prime regioni in cui avverrà il passaggio al nuovo standard.

    Sono previsti due passaggi. Dal 1° settembre 2021 cambierà il modo di guardare la televisione: le immagini saranno di maggior qualità e avremo la possibilità di usufruire di un numero più alto di programmi. Il primo passaggio riguarderà lo standard di codifica MPEG-2, che sarà abbandonato a favore del più avanzato MPEG-4, ovvero la tecnologia che consente la visione dei programmi in HD. Chi possiede una Tv che non riceve canali in alta definizione, dovrà dotarsi di un decoder o cambiare il proprio televisore già a partire da questa data. Il secondo passaggio, previsto tra il 21 e il 30 giugno 2022, riguarderà lo standard di trasmissione e vedrà il sistema DVB-T2 HEVC sostituire l’attuale DVB-T.

    Quando avverrà il passaggio

    Dal 1° settembre 2021 al 31 dicembre 2021 avverrà il passaggio dal vecchio al nuovo digitale terrestre (Area 2 e Area 3) in Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e le province di Trento e di Bolzano. Seguono poi, dal 1° gennaio 2022 al 31 marzo 2022, (Area 1) Liguria, Toscana, Umbria, Lazio, Campania, Sardegna; e dal 1° aprile 2022 al 31 giugno 2022: (Area 4) Sicilia, Calabria, Puglia, Basilicata, Abruzzo, Molise, Marche.

    Nella prima fase del passaggio, i canali DTT abbandoneranno lo standard MPEG-2 per usare esclusivamente l’MPEG-4 (attualmente impiegato solo dai canali HD, quelli dal 500 in su). La transizione definitiva invece avverrà a luglio del 2022 con il passaggio allo standard HEVC.



    Mi piace
    OK
    Questo post piace a: 1 Persona/e
    1. TopGan

    Nessuno ha commentato questo post

Pagine: first pre 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 next last T.: 339

capabarra21lg.gif

LE TUE MANI

Grande è la gioia che provo quando posso stringere le tue mani.
Sento esprimere tutte le cose che non mi hai mai detto,
sento che ancora mi vuoi bene,
anche se non te l'ho mai chiesto.
Nelle tue mani ho messo il mio cuore
e tutto l'amore vero e sincero.
Il tempo è passato ma il mio sentimento non è mai cambiato è ancora forte e vivo.
Spero ancora di stringere le tue mani,
sentire che col pensiero mi sei vicina.
Ti prego! non negarmi la gioia di un tuo saluto
e la speranza che un giorno non lontano,
ancora io possa stringere le tue mani.

capabarra39ec.gif e-mail0.gif posta.jpg