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  1. In data 18/11/2016 20:43:06 a pubblicato
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    Regolamento edilizio unico e definizioni urbanistiche, in Gazzetta il testo definitivo con l’obiettivo di uniformare la disciplina a livello nazionale

    Al fine di semplificare e uniformare la regolamentazione edilizia per tutti i Comuni italiani, il decreto Sblocca Italia ha previsto l’adozione di un Regolamento edilizio unico nazionale. Lo scopo della previsione è quello di definire un regolamento tipo, in modo da uniformare le procedure edilizie con norme più o meno condivise su tutto il territorio nazionale.

    È stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 268 del 16 novembre 2016 l’accordo tra Governo, Regioni e autonomie locali, in sede di Conferenza unificata, per l’adozione dello schema di Regolamento.

    In particolare è stato pubblicato:

    • schema di regolamento edilizio tipo (Allegato 1)
    • documento con le definizioni uniformi (Allegato A)
    • tabella con la raccolta delle disposizioni sovraordinate in materia edilizia (Allegato B)

    Schema di regolamento edilizio unico: di cosa si tratta

    In realtà non si tratta proprio di un Regolamento edilizio unico: è un documento di indirizzo, una sorta di indice, cui dovranno ispirarsi i Comuni per la redazione dei propri regolamenti.

    Nello schema di regolamento edilizio unico vengono stabiliti i principi e i criteri generali per semplificare e uniformare in tutto il territorio nazionale i regolamenti edilizi comunali, comunque denominati.

    I Comuni sono tenuti a conformare i regolamenti edilizi comunali al presente Schema.

    Il regolamento edilizio tipo  si articola, in particolare, in 2 parti:

    1. nella prima parte, denominata “Principi generali e disciplina generale dell’attività edilizia” è richiamata e non riprodotta la disciplina generale dell’attività edilizia operante in modo uniforme su tutto il territorio nazionale e regionale
    2. nella seconda parte, denominata “Disposizioni regolamentari comunali in materia edilizia” è raccolta la disciplina regolamentare in materia edilizia di competenza comunale

    Regolamento edilizio tipo: i tempi

    Entro il termine di 180 giorni dall’adozione dell’Intesa, le Regioni provvedono al recepimento dello schema di regolamento edilizio tipo e delle definizioni uniformi. Le Regioni possono specificare e/o semplificare l’indice proposto e dettare indicazioni tecniche di dettaglio ai fini della corretta interpretazione di tali definizioni uniformi in fase di prima applicazione.

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    Qui La gazetta ufficiale 268

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  2. In data 18/11/2016 18:51:01 a pubblicato
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    La maggior parte di noi - il 78 per cento - non è soddisfatta dell'accordo tra governo e sindacati

    perché gli interventi di flessibilità in uscita previsti dalla legge di Bilancio sono ancora lontani da quello che ci aspettavamo.
     

    Perciò abbiamo deciso di mandare una mail diretta a Matteo Renzi "Niente APE e Quota 41 per tutti!" affinché il governo ritiri l'anticipo pensionistico (APE), assicuri la pensione con 41 anni di contribuzione e senza penalizzazione, calcoli l'aspettativa di vita ogni cinque anni e non due.

    Non è accettabile che dopo una vita di lavoro e di contributi versati, si possa andare in pensione solo chiedendo un prestito a banche e a assicurazioni, né che si limiti il diritto di andare in pensione a chi ha già contribuito per oltre 41 anni. 

    Dobbiamo farci sentire ora che è in discussione la legge di Bilancio per risolvere davvero le ingiustizie della legge Fornero.  


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  3. In data 18/11/2016 18:39:44 a pubblicato
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    Il consiglio dei ministri ha aumentato lo stipendio di Renzi, 100 mila Euro al mese, più di 3 mila euro al giorno.

    Ecco cosa fanno e poi dicono che non ci sono fondi per le PENSIONI e ci credo!!!!!!!!

    100 mila euro al mese per governare un Paese sempre più al collasso, significa oltre 3 mila euro al giorno. Tanto costerebbero la parola, la sapienza,la figura politica di Matteo Renzi, tremila euro al giorno di soldi pubblici per il nostro Premier.°°

    La notizia l’ha data il capogruppo di Forza Italia, Renato Brunetta, nell’aula di Montecitorio, durante il dibattito sul disegno di legge della riforma costituzionale. Mentre il governo dava parere contrario ad un emendamento che voleva rendere pubblici tutti i compensi dei parlamentari superiori ai 900mila euro l’anno, l’ex ministro forzista ha preso la parola e ha annunciato questo nuovo provvedimento di legge.

    Scroscianti gli applausi e per Matteo Renzi divenuto ad oggi il Politico più pagato del mondo e della storia.

    Non sono mancate le polemiche da parte dei capigruppo degli altri partiti.

    Il movimento cinque stelle ha dichiarato vergognoso quanto sta accadendo negli ultimi mesi.

    Queste le parole del leader di m5s :

    “assurdo quanto sta accadendo, le tv non ne parlano e gli italiani non vengono informati, mentre l’economia italiana è al collasso, loro aumentano a dismisura i loro stipendi, è giusto che tutti sappiano cosa sta accadendo“. 

    Ammonta a un milione e 300 mila euro netti  l’anno lo stipendio da presidente del Consiglio percepito da Matteo Renzi. Insomma più del doppio, del tetto dello stipendio dei supermanager pubblici. Ma a parte questo c’è da registrare un altro paragone negativo: quello con i redditi percepiti precedentemente all’incarico di governo.
    Renzi da sindaco di Firenze, nel 2012, ha guadagnato 300 mila euro.



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  4. In data 18/11/2016 17:39:00 a pubblicato
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    Referendum, dimissioni di Renzi lunedì 5 alle ore 11 se vince il No

    Elezioni politiche a febbraio

    L'appuntamento è già fissato per le ore 11 di lunedì 5 dicembre (dicono fonti ben informate). Nel caso in cui, come dicono praticamente tutti i sondaggi usciti finora, il No dovesse vincere al referendum costituzionale il giorno dopo il premier Matteo Renzi salirebbe al Quirinale per rassegnare le dimissioni nella mani del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il leader del Pd ovviamente non lo ha detto in modo esplicito, ma lo ha fatto capire in modo molto chiaro e inequivocabile affermando: "Io non sono come loro. Io non ce la faccio a restare abbarbicato a una poltrona per il gusto di starci. Io sono qui per cambiare le cose, non sono disponibile a restare nei giochini della vecchia politica, per galleggiare". E ancora: "Sai quanti ne trovano più bravi di me a galleggiare? Se qualcuno vuol fare strani pasticci il giorno dopo li fa senza di me".

    La traduzione di queste parole, stando a fonti dem qualificate, è molto semplice: Renzi non resterà a Palazzo Chigi indebolito e depotenziato dalla vittoria del No e il suo Pd, quindi la maggioranza di deputati e senatori, si schiererà contro un esecutivo tecnico o di transizione. L'unica possibilità che prende in considerazione il premier, ovviamente se il Sì dovesse perdere il 4 dicembre, è rimanere ancora qualche settimana premier solo per gestire l'ordinaria amministrazione (tra cui l'approvazione della Legge di Bilancio in Parlamento per evitare l'esercizio provvisorio e le clausole di salvaguardia), modificare la legge elettorale (rendendola valida sia per Montecitorio sia per Palazzo Madama) e poi tornare immediatamente alle urne già nel mese di febbraio.

    Renzi accelera i tempi perché teme che una sconfitta al referendum, soprattutto se abbastanza netta, possa ricompattare la minoranza dem. Correre al voto significa anche evitare il congresso e le primarie del Pd, in questo modo il segretario-premier potrà ripresentarsi per Palazzo Chigi come unica alternativa ai populismi dei 5 Stelle e di Salvini. Ovviamente, spiegano fonti dem, nessuno di coloro che nella sinistra Pd si sono schierati per il No al referendum verrà messo in lista. Fuori quindi Bersani, Bindi e Speranza. Dentro solo Cuperlo. Non una scissione ufficiale ma una separazione di fatto. Il dado è tratto e le parole di Renzi confermano in pieno scenario post-referendum.



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  5. In data 17/11/2016 20:02:21 a pubblicato
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    Terremoto, riaffiora il torrente sparito col sisma del ’79: rischio allagamenti

    Il corso d’acqua di Norcia minaccia una stalla, campi coltivati e strada. Forestale monitora, Esercito potrebbe ricostruire alveo

    di Chiara Fabrizi

    Era scomparso dopo il sisma del ‘79 ed è riaffiorato il 30 ottobre poco dopo la terribile scossa di magnitudo 6,5. Sta provocando più di un grattacapo il torrente Torbidone di Norcia tornato a scorrere copiosamente in zona viale della Stazione dove si rischia l’allagamento di un’azienda zootecnica e in particolare di una stalla che ospita una quarantina di ovini, ma anche della strada e dei campi coltivati circostanti già comunque invasi dal torrente.

    Rispunta il fiume scomparso dopo il sisma del ’79 Il caso è sotto la lente delle autorità, a cominciare dagli uomini della Forestale che hanno raccolto la segnalazione dell’allevatore e avviato tutti gli accertamenti del caso. Per capire come gestire il Torbidone riaffiorato si è messa in moto anche la protezione civile regionale e in base a quanto risulta non è escluso che occorra l’intervento del Genio militare anche per realizzare l’alveo del fiume, ormai inesistente. In questo senso sono in corso una serie di accertamenti anche per stabilire se procedere allo sgombero della stalla e alla messa in sicurezza gli ovini. In base a quanto riferito dalla Forestale, che da giorni ha avviato i monitoraggi del caso, il torrente ha una portata stimata di circa 250 litri al secondo.



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LE TUE MANI

Grande è la gioia che provo quando posso stringere le tue mani.
Sento esprimere tutte le cose che non mi hai mai detto,
sento che ancora mi vuoi bene,
anche se non te l'ho mai chiesto.
Nelle tue mani ho messo il mio cuore
e tutto l'amore vero e sincero.
Il tempo è passato ma il mio sentimento non è mai cambiato è ancora forte e vivo.
Spero ancora di stringere le tue mani,
sentire che col pensiero mi sei vicina.
Ti prego! non negarmi la gioia di un tuo saluto
e la speranza che un giorno non lontano,
ancora io possa stringere le tue mani.

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