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  1. In data 16/10/2017 09:16:17 a pubblicato
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    Tiltrotor, l'aereo del futuro parla italiano

    Il consorzio T-Wing, composto in prevalenza da realtà nazionali, svilupperà un'ala rotante di nuova generazione coordinato dal Cira. Il progetto dell'aereo che può decollare in verticale e sostenuto dall'Unione europea, parte a gennaio

    ROMA - Un’immagine che è più facile vedere in un film futuristico che nella realtà. Un’ala rotante innovativa per il nuovo modello del tiltrotor di Leonardo, velivolo in grado di decollare in verticale come un elicottero per poi proseguire il volo come un aereo.

    A realizzarla, a partire da gennaio 2018, sarà il consorzio T-Wing coordinato dal Cira e composto quasi totalmente da aziende e istituzioni italiane: Magnaghi Aeronautica, Salver, Officine Meccaniche Irpine, Università Federico II, Società di ingegneria SSM e la tedesca Ibk Innovation. Il progetto T-Wing ha battuto quello di tutti gli altri concorrenti e si è aggiudicato lo sviluppo dell’ala nell’ambito del programma europeo “Clean Sky 2 Fast Rotorcraft”, al quale ha aderito Leonardo.  Un risultato importantissimo considerando che in questo campo le realtà italiane hanno spesso trovato molte difficoltà nell’essere coinvolte da protagoniste.

    L’iniziativa Ue intende promuovere uno sviluppo tecnologico nel rispetto dell’ambiente e della salute umana e ha come principali obbiettivi la riduzione delle emissioni di Co2 e dell’inquinamento acustico. Per la piattaforma NextGenCTR (Next Generation of Civil Tiltrotor) all’interno del piano “Clean Sky 2”, sono stati stanziati 100 milioni di euro. I fondi sono stati accumulati grazie a una collaborazione tra pubblico e privato in cui la Commissione europea contribuisce con 50 milioni. Il progetto T-Wing vale globalmente 15,5 milioni di euro. Il gruppo Magnaghi ha messo sul piatto una quota di 9,2 milioni di cui circa il 70% finanziata da fondi europei.

    Il lavoro del consorzio durerà circa 6 anni e avrà diverse fasi di progettazione, sviluppo, produzione e test per ottenere infine l’autorizzazione al volo. Il velivolo che verrà realizzato con queste “ali del futuro” si propone come una versione avanzata dell’AW609 di Leonardo. Rispetto al precedente modello, il progetto introduce l’utilizzo di materiali innovativi come i componenti termoplastici, che consentono di ridurre il peso strutturale, di aumentare la dinamicità e di contenere l’impatto ambientale. La presenza di sistemi intelligenti, inoltre, consentirà di controllare i carichi ed eventi di instabilità aeroelastica. La trasformazione da elicottero ad aereo (o viceversa) è possibile grazie alla presenza di propulsori a elica montati su dei motori rotanti.


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  2. In data 16/10/2017 08:43:47 a pubblicato
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    Torino Esposizioni si rinnova, ripensata l'intera area: al parco si andrà a piedi

    Potrebbe essere pronto entro il 2021 il nuovo Campus Valentino che nascerà dalla riqualificazione di Torino Esposizioni. E' stato infatti dato il via allo studio di fattibilità per il recupero dell'area fino alla zona dal Castello, sede della facoltà di Architettura. Un progetto di ampio respiro che porterà, tra le altre cose, alla pedonalizzazione del parco del Valentino. Un'opera ben vista dagli studenti, ma chi vive e lavora al parco la pensa diversamente.


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  3. In data 14/10/2017 17:44:05 a pubblicato
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    Ingegnere di Voghera brevetta la batteria che dura in eterno

    Gianni Lisini è un ricercatore italiano che ha realizzato la prima pila che dura in eterno. Un'invenzione strepitosa arrivata grazie al suo ingegno

    Una batteria che dura in eterno e non si deve mai cambiare. Un sogno? Assolutamente no! Si tratta infatti dell’invenzione di un ingegnere di Voghera, che ha brevettato un prodotto strepitoso. Lui si chiama Gianni Lisini, ha 40 anni ed è ricercatore dello Iuss di Pavia. Soprannominato già come il “nuovo Volta” ha realizzato un accumulatore ibrido, definito come “la pila eterna”. L’ingegnere elettronico si occupa da anni di astrofisica e la voglia di realizzare questa invenzione è arrivata, come capita spesso, da una necessità quotidiana.

    “Ho pensato di creare un prodotto che risolvesse il problema di dover cambiare le batterie – ha raccontato Lisini, spiegando come il suo lavoro non sia stato affatto semplice -. Ho lavorato da solo a questa mia idea e l’ho brevettata a mie spese. È un iter piuttosto costoso, il testo va fatto scrivere da un esperto, poi ci sono le tasse di deposito. L’ho presentato nel 2014 e dopo un anno ne è stata riconosciuta l’inventiva, il fatto che si trattasse di qualcosa di non ancora noto. Ho esteso successivamente il brevetto anche all’Europa e agli Stati Uniti”.

    La pila eterna è stata presentata nel corso del Jotto Fair di Pisa, un evento che ha consentito al ricercatore di svelare il funzionamento dell’invenzione, ma anche di entrare in contatto con diversi imprenditori e possibili finanziatori del progetto.

    “Questa batteria è composta da un accumulatore chimico – ha svelato l’ingegnere – affiancato a un ‘supercapacitore’, un condensatore di recente costruzione che ha la caratteristica di poter accumulare fino a 5mila Farad, con il vantaggio di avere un numero elevatissimo di possibilità di cariche e scariche, milioni contro le poche centinaia delle comuni batterie chimiche – Lisini è riuscito ad unire questi sistemi – per gestirli insieme e trarre vantaggi da entrambi. Abbiamo creato dei prototipi di queste batterie, alcune aziende si stanno interessando e le stanno provando”.

    Le applicazioni di questa batteria che dura per 20 anni sono infinite. “Ad esempio a livello di trasporto urbano elettrico – ha spiegato il ricercatore di Pavia -. Una batteria simile può durare 15 o 20 anni. Il costo iniziale è maggiore rispetto a quelle normali, ma viene ammortizzato nel tempo perché non si presenta la necessità di cambiarla e di smaltirla”.


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  4. In data 12/10/2017 21:07:39 a pubblicato
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    Ecco i robot dell'amore: gli americani pronti ai rapporti con partner sintetici

    Un americano su quattro, secondo un sondaggio di YouGov, si dichiara disposto a fare sesso con un robot. E non sarebbe nemmeno un tradimento.


    Il progresso della tecnologia è sotto gli occhi di tutti noi, tutti i giorni. In un mondo continuamente interconnesso, le relazioni umane rischiano di essere relegate in angoli bui della coscienza umana, lasciando spazio a surrogati hi-tech privi di emozioni. Questo è ciò che lascia presagire il sondaggio del sito YouGov sulla possibilità di fare sesso con un robot. Entro il 2050, secondo Ian Pearson, il numero di persone che si dedicheranno all'amore con un surrogato potrebbe essere estremamente diffuso.
    In Francia c'è già chi convive con un robot
    Un americano su quattro si dichiara disposto a fare sesso con un robot umanoide: secondo YouGov il 49% degli adulti americani ritiene che i rapporti sessuali con un robot saranno sempre più comuni.

    Un dato che si allinea con l'esiguo 9% di donne che si dice favorevole al sesso con un partner non umano, mentre gli uomini sono il 24%. In Francia la situazione è andata un passo più avanti con Lily, giovane donna, che dopo numerose esperienze fallimentari con gli uomini ha deciso di convivere con un androide, autocostruito con una stampante 3D, che si chiama InMoover. Per ora di rapporti intimi non se ne parla ancora, ma la donna francese è fiduciosa che la situazione migliorerà con l'avanzare della tecnologia.
    Da sex bomb a Terminator via hacker
    Ma davvero il sesso con un robot può considerarsi sesso? Il 33% degli intervistati di sesso maschile dice che questa pratica è quanto di più si avvicina alla pratica onanista, piuttosto che a una vera e propria unione tra due persone. A maggior ragione se si parla di fellatio o cunnilingus.

    Della stessa opinione sono le donne con il loro 29%, ma il dato più sconcertante è il 42% di persone che ritiene il sesso con un partner artificiale molto più sicuro di quello fatto con uno in carne ed ossa. Opinione smentita dal Dr. Nick Patterson, esperto in cybersecurity, che mette in guardia sui possibili hackeraggi delle bambole dell'amore che le trasformerebbero in esseri violenti rivolgendole contro gli umani. Resta sempre l'astinenza, con tutte le sue conseguenze, per coloro i quali non riescono proprio a fare a meno di un surrogato erotico.
    Robot del sesso per contrastare il mestiere più vecchio
    Entro il 2050, dice David Levy, avere rapporti con i robot sarà più che normale. C'è chi addirittura sostiene l'utilità sociale degli androidi poiché potranno combattere la prostituzione e impedire la diffusione di malattie sessualmente trasmissibili. La ricercatrice Kathleen Richardson, invece, sostiene il contrario interrogandosi sull'etica della pratica sessuale con un robot: questa, infatti, renderebbe le relazioni interpersonali prive di quel guizzo di imprevedibilità che contraddistingue gli esseri umani.

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  5. In data 09/10/2017 19:20:29 a pubblicato
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    Pensioni, arrivano le semplificazioni per i lavori usuranti

    Il provvedimento era previsto dalla legge di bilancio del 2017. Semplificata la documentazione da produrre con specifico riguardo ai rapporti di lavoro instaurati dopo l'11 gennaio 2008.

    Se non visualizzi il documento non si dispone di Adobe Reader o il supporto PDF in questo Web browser.
    Clicca qui per scaricare il PDF.


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LE TUE MANI

Grande è la gioia che provo quando posso stringere le tue mani.
Sento esprimere tutte le cose che non mi hai mai detto,
sento che ancora mi vuoi bene,
anche se non te l'ho mai chiesto.
Nelle tue mani ho messo il mio cuore
e tutto l'amore vero e sincero.
Il tempo è passato ma il mio sentimento non è mai cambiato è ancora forte e vivo.
Spero ancora di stringere le tue mani,
sentire che col pensiero mi sei vicina.
Ti prego! non negarmi la gioia di un tuo saluto
e la speranza che un giorno non lontano,
ancora io possa stringere le tue mani.

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