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  1. In data 13/10/2018 10:25:51 a pubblicato
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    Eccovi i primi risultati del governo con solo l'annuncio  del cambiamento della legge Fornero

    Poste: 7.500 assunzioni nel 2019, oltre mille entro la fine di quest’anno

    “Un grande risultato reso possibile grazie alla riforma della Legge Fornero” ha detto il sottosegretario al lavoro Claudio Durigon in merito all’accordo coi sindacati raggiunto lo scorso giugno.

    "Poste Italiane entro l'anno 2019 assumerà 7.500 persone. Un grande risultato reso possibile grazie alla riforma della Legge Fornero e ai cospicui investimenti previsti nella prossima legge di bilancio”. L’annuncio è del sottosegretario al lavoro Claudio Durigon, che sottolinea come "da una parte infatti con la riforma delle pensioni libereremo nuovi posti di lavoro per i nostri giovani e dall'altra lavoriamo attivamente per incentivare le assunzioni. Non a caso infatti Poste sarà in grado di accelerare al 2019 i propri obiettivi assunzionali inizialmente previsti per il 2020 in seguito all'accordo dello scorso 13 giugno, con, con tutte le Organizzazioni Sindacali maggiormente rappresentative (Cgil, Cisl, Uil, Cisal-Failp, Confsal, Ugl). Migliori servizi per i cittadini e nuove assunzioni: il governo del cambiamento è di parola".

    L'accordo Poste-sindacati
    Il 13 giugno scorso Poste Italiane ha siglato l'accordo con i sindacati che prevede 1.580 assunzioni entro la fine del 2018 e che nell'arco del triennio 2018-2020 vede coinvolti circa 6.000 lavoratori con stabilizzazione dei rapporti a tempo determinato, conversioni "part time" – "full time" e nuove assunzioni. Altra novità è la declinazione delle graduatorie di mobilità volontaria: provinciale, regionale e nazionale. In particolare, esaurito il ricorso alle prime due,  eventuali necessità di personale su base locale verranno risolte attraverso la mobilità nazionale (per il 50%) e i contratti parte time convertiti in full time. Ulteriore leva occupazionale sarà il ricorso alle assunzioni, dal mercato esterno, di giovani laureati destinati a mansioni commerciali con contratti di apprendistato professionalizzante. “Questo è un buon accordo che giunge dopo mesi di impegno soprattutto verso l’inclusione dei giovani lavoratori e che dà prospettive concrete a tante famiglie” ha detto Nicola Di Ceglie, segretario nazionale Slc Cgil.


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  2. In data 13/10/2018 05:56:57 a pubblicato
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    Pensioni, dal 2019 si va con 38 anni e senza tagli: il Governo conferma

    Riforma pensioni, arrivano conferme sulla quota 100: sarà senza penalizzazioni, ok a stop adv e Opzione Donna, slitta quota 41.
    Dal prossimo anno si potrà andare in pensione grazie alla quota 100, misura di uscita anticipata certa con l’approvazione del Def al 2.4%. La quota 100 sarà, come ha confermato sia Salvini quanto il sottosegretario al Ministero del Lavoro Durigon, senza tagli. Nessun ricalcolo col contributivo dal '96, e nessun taglio dell’1.5% per ogni anno di anticipo rispetto alla legge Fornero. Vediamo dunque chi potrà accedervi e le prime reazioni.

    Quota 100, platea definita: 38 anni di contributi e 62 d’età, fuori i precoci
    Al Governo stanno lavorando sulle tempistiche - come fa notare il Messaggero in un recente articolo - di entrata in vigore della misura per capire se la domanda di pensione anticipata quota 100 potrà essere presentata dai lavoratori che intendono usufruire di questa misura già da gennaio oppure se si dovrà attendere marzo.

    Nel mentre i precoci sui social si dicono basiti dal fatto che nulla contino i contributi versati. Già perché, ad onor del vero, la quota 100, non essendo libera da vincoli come inizialmente era stata ipotizzata, non porterà alcun vantaggio ai lavoratori che hanno iniziato la loro carriera lavorativa molto giovani. Se escludiamo la quota 41 per i precoci già in vigore perché resa strutturale dalla passata legislatura (che riguarda le categorie maggiormente disagiate) gli altri 'quarantunisti, nonostante in possesso di 41/42 anni di contributi versati, saranno costretti a continuare a lavorare non raggiungendo il vincolo anagrafico dei 62 anni ed essendo dunque tagliati fuori dalla quota 100. Allo studio ci sarebbe anche lo stop dell’aumento dell'età pensionabile in base all'aspettativa di vita: la misura potrebbe in parte, forse, ridurre l’amaro in bocca dei precoci che, quantomeno, potrebbero accedere alla quiescenza con gli stessi requisiti attuali.


    Si va verso Quota 100 e stop adv, ma potrebbe saltare quota 41
    Visto che i 38 anni di contributi saranno vincolanti, la quota 100 per alcuni potrebbe sforare: infatti, chi ha 63 anni non potrà andare con 37 anni di lavoro in regola, anche se la somma tra età e contributi equivale a 100, ma dovrà andarci con quota 101, 63+38. Con quota 102 se il pensionando ne ha 64 e così via. Anche chi ha 60 anni e 40 di contributi non potrà accedere alla quiescenza. Ragione per cui la platea, rispetto all'idea iniziale, risulterà ridotta, ma si stima - dice Durigon - che 377 mila persone, (Salvini conferma, dicendo circa 400 mila) potranno accedere alla pensione. L’idea è quella di un ricambio generazionale nel mondo del lavoro, per questo sono state eliminate le penalizzazioni inizialmente ipotizzate, per favorire l’uscita degli anziani e l’ingresso dei giovani. Ma la misura costerà all'incirca 8-8.5 miliardi. Tra le altre misure allo studio - spiega Durigon - anche lo stop dell’adeguamento automatico dell’età della pensione in base all'aumento dell'aspettativa di vita, che permetterebbe dunque di continuare a pensionarsi, anche dal 2019, con 66 e 7 mesi per le Pensioni di vecchiaia e 42 anni e 10 mesi per gli uomini, 1 in meno per le donne, per quelle di anzianità.

    La quota 41 al momento non ci sarà, come ha sottolineato 'il Messaggero', nonostante fosse previsto dal programma. In vigore però, invece - dice soddisfatto Duirgon - resterebbero la legge dei Precoci con 41 anni, l'Ape sociale, che verrà stabilizzata, e la cosiddetta opzione donna.

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  3. In data 12/10/2018 08:06:02 a pubblicato
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    Carburanti: addio verde e gasolio Da oggi cambiano i nomi

    Lo scopo è di uniformare le etichette in tutti i Paesi europei. La benzina viene identificata dalla lettera E. l Diesel prendono la B. Il metano diventa CNG e il gpl LPG

    Non più «verde», gasolio, metano, gpl... Addio a queste denominazioni. Al loro posto, dal 12 ottobre, troveremo etichette (tonde o quadrate, di diverso di colore) e sigle (formate da lettere e numeri).

    Nomi ed etichette

    Lo scopo della direttiva EN 16942 (che ottempera all’art. 7 della Direttiva DAFI 2014/94/UE sulla realizzazione di un'infrastruttura per i combustibili alternativi) non è quello di complicare la sosta alla stazione di servizio (anche se l’effetto-incertezza non mancherà, almeno all’inizio), ma, al contrario, di agevolarla, uniformando la comunicazione a livello europeo. In modo che gli automobilisti in viaggio in altri Paesi UE, dei quali magari non conoscono la lingua, non abbiano dubbi sul rifornimento da fare.

    I Paesi coinvolti

    La norma che definisci i nuovi standard varrà in tutti e 28 gli Stati membri dell'Ue, nei Paesi dello Spazio Economico Europeo (Islanda, Lichtenstein, Norvegia) e anche in Serbia, Macedonia, Svizzera e Turchia. L'Inghilterra, dopo la Brexit, deciderà autonomamente se conformarsi allo standard o meno. 

    Per chi vale la regola

    Saranno interessate le stazioni di servizio, che dovranno apporre le etichette sui distributori e sulle pistole di erogazione, e i costruttori, che dovranno indicare l'etichetta giusta sul manuale d'uso e manutenzione e sui tappi dei carburanti dei veicoli immessi sul mercato per la prima volta o immatricolati dal 12 ottobre. Tra questi sono compresi: ciclomotori, motocicli, tricicli e quadricicli; autovetture; veicoli commerciali leggeri; veicoli commerciali pesanti; autobus. Nessun obbligo invece è previsto per i mezzi già in circolazione. 

    Le nuove etichette

    Per tutti i tipi di benzina l'etichetta sarà di forma circolare e conterrà la lettera E e un numero progressivo che indicherà la percentuale dei componenti: ad esempio E5 per alcol etanolo pari al 5%; E10 per il 10% e così via. L'etichetta del Diesel invece sarà quadrata e conterrà la lettera B (che indica i componenti di biodiesel). Sarà quindi B7 per un gasolio con biodiesel al 7%, B10 al 10% e B100 che indica invece il puro biodiesel.

    Il metano diventa CNG

    La sigla XTL indicherà il gasolio sintetico non derivato dalla raffinazione del greggio.Per i combustibili gassosi il bollino sarà a forma di rombo, mentre le sigle incluse saranno H2 per l'idrogeno, CNG per il gas naturale compresso (metano per auto), LNG per il gas naturale liquefatto (metano liquido) e LPG per il gas di petrolio liquefatto. Sono ancora in via di definizione invece l'etichetta e la sigla per i veicoli elettrici e ibridi plug-in.

    Quale scegliere

    Quale benzina scegliere fra la E5, la E10 e la E85 (stesso discorso per il gasolio «giusto»), se l’auto non è nuova e, dunque, non ha indicazioni né sul tappo del serbatoio né sul libretto di uso e manutenzione? Chiedetelo al gestore della stazione di servizio.


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  4. In data 11/10/2018 19:40:22 a pubblicato
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    Ultime pensioni 2019, precoci vs Salvini e il paletto ‘assurdo’ di quota 100


    Mentre la discussione sulla riforma pensioni procede costantemente tra le varie dichiarazioni di Elsa Fornero, Matteo Salvini, Luigi di Maio, e le ultime specifiche del ministro dell’economia Tria sulla Nadef che fanno intendere che la quota 100 con buona probabilità sarà solo una misura temporanea e sperimentale per il 2019, il Governo dovrà valutare se e come procedere; d’altro canto vi è anche chi come i precoci, ne hanno ‘piene le tasche’.

    Esausti delle tante dichiarazioni e slogan da campagna elettorale, avendo ormai ben compreso che l’abolizione della riforma Fornero non passerà per la quota 41, ma solo ed unicamente per la quota 100 con paletti: 38+62, chiedono al ‘Caro Salvini’ di lasciare da parte le bacchette magiche e di comprarsi piuttosto una bilancia. L’affermazione ironica, ma nemmeno troppo, è quella che ha fatto Roberto Sinesi, lavoratore noto al gruppo ‘lavoratori precoci uniti’, sotto ad un post sul profilo Fb del vicepremier, ecco gli ultimi aggiornamenti all’11/10.

    Pensioni anticipate quota 100 non basta, tutti contro?

    La cosa più grave dicono all’unisono sui social è l’aver vincolato la quota 100 ad un requisito anagrafico, un paletto assurdo, al più avrebbe dovuto pesare maggiormente quello contributivo. Non è possibile, dicono affranti che non si usi il buon senso, può un lavoratore che ha alle spalle già 41 anni andare in pensione dopo colui che ne ha lavorati 38 solo perché giovane? Ma che colpa ha commesso, se non essere andato a lavorare in giovane età, ed aver già sacrificato la propria vita? Possibile che sia così difficile, ripetono a più voce sui social, comprendere che per i lavoratori le priorità dovrebbero essere in quest’ordine: stop adv per tutti dal 2019, quota 41, ed alla fine, risorse permettendo, quota 100. Qui invece il Governo, dicono furibondi, fa tutto al contrario ,premiando in primis chi ha lavorato meno.

    Precoci contro Salvini: non serve la bacchetta magica, ma il buon senso

    Così scoppia la rabbia e sui social i lavoratori precoci stanno letteralmente invadendo i profili di Luigi Di Maio e dell’onorevole Matteo Salvini, si dicono basiti da tanto senso di ingiustizia nei loro riguardi, e delusi di aver riposto malamente il loro voto verso il Governo del cambiamento, che aveva assicurato giustizia. Così Roberto Sinesi provocatoriamente ha scritto sul profilo di Salvini e ci ha avvertito di averlo fatto in pvt, affinché ne dessimo il giusto risalto: Caro Salvini nessuno ti ha chiesto di avere la bacchetta magica è sufficiente che ti compri una bilancia così potrai capire che 38 non è maggiore di 41. Ti prendi un centinaio di sassolini tutti di ugual peso poi ne metti 38 da una parte e 41 dall altra ,poi capirai dove pende la bilancia”. Cosa ne pensate delle parole del lavoratore precoce, le condividete o reputate che comunque quota 100, 62+38, sia un buon inizio per ‘smontare’ la Riforma Fornero?


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  5. In data 11/10/2018 18:54:32 a pubblicato
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    Portogallo, il nuovo paradiso dei pensionati italiani


    Portogallo Non solo il taglio delle tasse, ma anche una qualità di vita elevata. Così il Paese si sta trasformando da Cenerentola d’Europa a principessa, con un Pil in costante crescita.

    E nascono aziende gestite da italiani per favorire i flussi
    Destinazione Portogallo. Il paese piú occidentale d´Europa è infatti diventata la meta favorita di tanti pensionati, del nostro paese e non solo.

    Tranquillità, costo della vita e molto di più.
    Un’attrattiva formidabile è stata la decisione di detassare per dieci anni le pensioni dei cittadini stranieri che decidono di traferire la residenza in Portogallo.

    Un accordo bilaterale con l´Italia permette infatti al Portogallo di decidere il regime fiscale da applicare alle pensioni dei nostri connazionali che scelgono di vivere lí.

    La scelta portoghese è da qualche anno di concedere ai pensionati stranieri che fissano la residenza temporanea nel paese la sospensione di ogni tributo per un decennio.
    Per poterne usufruire si deve vivere in Portogallo minimo sei mesi piú un giorno ogni anno o avere un regolare contratto di locazione annuale (ma per il fisco italiano si deve comunque vivere piú di metà anno nella nuova residenza).

    Ovviamente c’è chi non ha gradito, nei paesi stranieri che vedono ogni anno centinaia di pensionati trasferirsi in Portogallo, con conseguente perdita di introito fiscale.

    Ma anche a Lisbona e dintorni: ai portoghesi che si lamentavano di avere le proprie pensioni sempre tassate, al contrario degli “ospiti”,

    lo Stato ha però dimostrato i vantaggi di una simile politica, pubblicando annualmente un resoconto sugli introiti fiscali derivati dalle spese fatte dai pensionati stranieri residenti e dallo sconto fatto sulle loro pensioni.

    Uno studio che presenta sempre, e abbondantemente, un saldo positivo per le finanze portoghesi.
    La regione preferita dai nostri connazionali è l’Algarve, nel sud del Paese. Da sempre meta preferita dei pensionati inglesi, per la vicinanza con la Gran Bretagna,

    lo è diventata ormai anche dei nostri che, incoraggiati dalle misure fiscali portoghesi, hanno scoperto una terra dagli inverni miti e dalle splendide spiagge

    Nell´Algarve sono così nate varie imprese che, gestite da italiani, si sono dedicate proprio ad accogliere i pensionati,

    offrendo servizi di aiuto sia nei procedimenti burocratici che nella scelta della località in cui vivere e anche della casa.

    Il Portogallo è un Paese in grande crescita, da Cenerentola d´Europa si sta trasformando rapidamente in principessa con una crescita del Pil sorprendente e una qualità della vita invidiabile.


    I pensionati sono indubbiamente attratti dalla possibilità di avere la pensione integrale ma,
    quando arrivano in Portogallo rimangono sinceramente colpiti da quello che trovano

    Un mix equilibrato di vari fattori che qui hanno saputo sfruttare al meglio: la pulizia, l’ordine, l’efficienza dei servizi, l’assenza di criminalità, organizzata e non, insomma tutto quello che in Italia promettono e non mantengono da decenni».

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LE TUE MANI

Grande è la gioia che provo quando posso stringere le tue mani.
Sento esprimere tutte le cose che non mi hai mai detto,
sento che ancora mi vuoi bene,
anche se non te l'ho mai chiesto.
Nelle tue mani ho messo il mio cuore
e tutto l'amore vero e sincero.
Il tempo è passato ma il mio sentimento non è mai cambiato è ancora forte e vivo.
Spero ancora di stringere le tue mani,
sentire che col pensiero mi sei vicina.
Ti prego! non negarmi la gioia di un tuo saluto
e la speranza che un giorno non lontano,
ancora io possa stringere le tue mani.

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