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  1. In data 18/01/2018 17:54:29 a pubblicato
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    La più grande vittoria dei sindacati: la pensione d’oro non si tocca


    Non solo l’ormai celeberrima questione del taglio dei vitalizi sulla quale la montagna, alias Camera e Senato, ha partorito un topolino. Ce n’è anche un’altra, stavolta relativa alle pensioni dei dipendenti di partiti politici, organizzazioni sindacali e associazioni di tutela e rappresentanza della cooperazione, sulla quale qualcuno in questa legislatura avrebbe voluto rimettere pesantemente mano. Questo qualcuno risponde al nome di Walter Rizzetto, deputato ex M5S oggi in Fratelli d’Italia (FdI), che il 24 ottobre 2014 ha depositato alla Camera una proposta per abrogare la legge Mosca. Ovverosia la norma, approvata l’11 gennaio 1974, che ha concesso il riconoscimento di un regime contributivo agevolato a persone che hanno prestato attività lavorativa alle dipendenze di partiti, sindacati, istituti di patronato e associazioni del mondo cooperativo. E che, per Rizzetto, “è l’emblema delle storture del sistema-Italia” visto che “ha rappresentato un palese caso di conflitto di interessi” perché “è stata proposta dall’onorevole Giovanni Mosca, sindacalista della Cgil, per favorire partiti e sindacati”.

    Doppia mandata – Che fine ha fatto la pdl? Qui viene il bello: in tre anni e passa è infatti rimasta saldamente chiusa a chiave nei cassetti della commissione Lavoro di Montecitorio, della quale Rizzetto è vicepresidente. A nulla sono serviti i successivi tentativi dell’interessato di riportarla all’attenzione del dibattito parlamentare. “Anche con l’ultima legge di bilancio ho presentato un emendamento per l’abolizione definitiva della legge Mosca”, ricorda a questo proposito il deputato, ma “ancora una volta è stato respinto da una certa parte politica che teme delle ripercussioni nei confronti dei beneficiari. Queste stesse persone, a questo punto, devono prendersi le loro responsabilità e andare a dire agli esodati, esuberati, licenziati e giovani che non avranno mai una pensione congrua, perché vengono invece pagate pensioni a dei ‘miracolati’ che non hanno versato contributi”. Nel tempo prorogata, ricorda ancora l’esponente del partito di Giorgia Meloni, da sempre in lotta contro pensioni d’oro e simili, “fino al marzo del 1980, la legge ha consentito a 35.564 persone di beneficiare di pensioni agevolate e di godere del riscatto a basso costo degli anni trascorsi nel partito politico o nel sindacato, prevedendo, irragionevolmente, quale requisito sufficiente per l’attribuzione dei contributi, la mera dichiarazione del rappresentante del partito o del sindacato per attestare l’avvenuta prestazione lavorativa”.

    Piatto ricco – Circostanza che ha determinato una moltitudine di procedimenti giudiziari, come quello contro 111 lavoratori fittizi di Pci, Dc, Cisl e Lega Coop, accusati di aver usufruito della pensione garantita dalla legge Mosca senza aver mai prestato attività lavorativa. Proprio così. Nonché un salasso per le casse dell’Inps, il nostro istituto di previdenza, mica da ridere: 25mila miliardi di vecchie lire, cioè 12 miliardi e mezzo di euro. “Addirittura – conclude Rizzetto – sembra che anche l’ex presidente Napolitano usufruisca dell’assegno previdenziale previsto dalla legge Mosca. In merito ho presentato un’interrogazione (al ministro Poletti, ndr), ma siamo arrivati alla fine della legislatura e nessuna risposta è arrivata dal Governo, né l’interessato ha mai smentito di percepire questo beneficio”.


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  2. In data 18/01/2018 17:42:03 a pubblicato
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    Giù passeggero senza biglietto, condannato capotreno

    Da Tribunale Belluno, Zaia 'è una vicenda incomprensibile'

    E' polemica in Veneto dopo la condanna a 20 giorni inflitta dal Tribunale di Belluno ad un capotreno per tentata violenza privata. L'uomo aveva fatto scendere dal convoglio nel 2014 alla stazione di Santa Giustina un nigeriano, all'epoca residente nel padovano ma ora lontano dall'Italia perché espulso, ritenendo che non avesse obliterato il biglietto.
    "Piena e totale solidarietà al capotreno coinvolto in una vicenda incomprensibile per la gente comune, e a tutti i lavoratori delle Ferrovie dello Stato" viene espressa dal governatore Luca Zaia.


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  3. In data 17/01/2018 19:42:57 a pubblicato
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    Sullo spostamento del casello di Beinasco la giunta regionale si adegua a società autostrade e ministero

    L'accusa da parte della capogruppo leghista Gianna Gancia


    Discussa questa mattina in Consiglio regionale l'interrogazione presentata dalla Lega Nord sul futuro del casello di Beinasco.

    "La proposta di soppressione, già approvata dal consiglio della Città metropolitana di Torino, del casello di Beinasco lungo l’autostrada A55 - spiega la capogruppo leghista Gianna Gancia - si potrebbe tradurre in un suo possibile arretramento verso Pinerolo. Questo provocherebbe enormi disagi ai Comuni coinvolti, non ancora pronti a farsi carico del significativo aumento del traffico che lo spostamento della barriera porterebbe inevitabilmente con sé".

    "Interrogato sul ruolo che la Giunta intende ricoprire nella vicenda, l’assessore Balocco ha fornito una risposta a dir poco vaga - conclude Gancia -, ammettendo in sostanza la scarsa influenza del governo regionale sulle scelte che verranno prese da società autostradali e Ministero. La decisione ultima, in pratica, verrà calata dall’alto, senza un vero e proprio intervento della Regione".

    "Non è certo la prima volta che il Pd si mostra succube delle società che gestiscono tangenziali ed autostrade".


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  4. In data 14/01/2018 08:10:22 a pubblicato
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    Pieghevole e iper connesso: ecco Ujet, lo scooter elettrico che costa come un’utilitaria

    Telaio “scultura”, ruote senza mozzo e una batteria si stacca, con casse audio integrate

    Completamente elettrico, dal design ultra futuristico e pensato per adattarsi alle esigenze della generazione sempre di corsa e sempre connessa: si chiama Ujet,ed è il nuovo scooter americano a basse emissioni, che può essere piegato proprio come accadeva con la vecchia Graziella, la bicicletta disegnata nel 1964 da Rinaldo Donzelli. 

    Caratteristiche principali di Ujet, presentato in anteprima al Ces di Las Vegas, sono la ruota orbitale (priva cioè di mozzo centrale), un telaio asimmetrico che ricorda una scultura e un sistema di alimentazione molto particolare. L’autonomia può infatti arrivare sino a 150 km a seconda della batteria scelta (la versione più piccola sfiora i 70 km) e grazie alla ricarica rapida il “pieno” si fa in circa due ore. Non solo: essendo rimovibile, la batteria può essere usata come fonte di ricarica portatile e come riproduttore musicale grazie alle casse wireless integrate.

    Anche dal punto di vista del design, Ujet punta sul mix versatilità e personalizzazione: il telaio, asimmetrico e realizzato in materiali utilizzati solitamente in ingegneria aerospaziale, pesa 43 kg e può essere ripiegato in pochi passaggi consentendo persino di riporre lo scooter nel bagaglio di un’auto. L’azienda ne ha inoltre previsto due versioni, nella forma curva o a diamante, e ha aggiunto la versione sella alta o bassa. Dal punto di vista della potenza, Ujet è dotato di un motore da 5,44 CV e 90 Nm di coppia massima “supportato” da pneumatici più leggeri rispetto alla media.

    Completano il quadro le caratteristiche “smart”: i fari a led con sensori integrati che adattano la luce alle condizioni ambientali, e un sistema integrato tra computer di bordo, cloud e smartphone che consente di monitorare lo scooter e le prestazioni attraverso un’app sfruttando il controllo vocale. Ulteriori funzioni, la fotocamera hd integrata, un player per la riproduzione musicale, lo sblocco tramite app (addio, dunque, alla chiave), la geolocalizzazione e la possibilità di ricevere un avviso in caso di guasto.  

    Come detto, Ujet è stato presentando al Ces di Las Vegas, riscuotendo un immediato successo. La nota dolente, però, è il prezzo: la versione base com batteria da 70 km parte da 8.600 euro (850 servono soltanto per la prenotazione), appena 300 meno di una Fiat Panda nuova.

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  5. In data 12/01/2018 17:24:06 a pubblicato
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    Di Maio apre la campagna elettorale a Torino: "Taglieremo ciò che non serve"

    E Beppe Grillo non se ne andrà dal M5S

    Luigi Di Maio dà il via, sotto la Mole, alla sua campagna elettorale. Questa mattina 12 gennaio, era infatti in piazza Castello per presenziare alla consegna simbolica dell'assegno di oltre 100mila euro che il gruppo consiliare pentastellato ha destinato al Corpo Volontari Antincendi Boschivi del Piemonte. 

    "Ancora una volta facciamo i fatti e non le parole - ha detto il candidato premier del M5S -. In questi anni il Movimento 5 Stelle ha tagliato gli stipendi ai nostri eletti per 100 milioni di euro, partendo proprio dal Piemonte. E questo faranno tutti i politici in italia quando andremo al governo.

    Per rilanciare l'Italia - ha aggiunto - non servono nuove leggi ma provvedimenti, è necessario pertanto abolire leggi inutili che creano solo più burocrazia e scartoffie e noi abbiamo la credibilità per mettere le mani al bilancio e tagliare ciò che non serve".

    E a proposito di Beppe Grillo e della notizia che circola secondo cui sarebbe imminente il suo abbandono del movimento, ha dichiarato:"Si tratta di una fake news. Beppe continuerà a essere con noi, sebbene qualcuno spero il contrario". Ad attendere Di Maio, davanti al palazzo della Regione, gli operai dell'Embraco di Riva di Chieri, la cui proprietà ha annunciato da poco 497 esuberi.


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LE TUE MANI

Grande è la gioia che provo quando posso stringere le tue mani.
Sento esprimere tutte le cose che non mi hai mai detto,
sento che ancora mi vuoi bene,
anche se non te l'ho mai chiesto.
Nelle tue mani ho messo il mio cuore
e tutto l'amore vero e sincero.
Il tempo è passato ma il mio sentimento non è mai cambiato è ancora forte e vivo.
Spero ancora di stringere le tue mani,
sentire che col pensiero mi sei vicina.
Ti prego! non negarmi la gioia di un tuo saluto
e la speranza che un giorno non lontano,
ancora io possa stringere le tue mani.

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