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Bacheca del sito

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  1. In data 06/08/2018 17:47:26 a pubblicato
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    Torino, le novità dei blocchi al traffico: pessime notizie per i diesel Euro3, tanti veicoli fermi 24 ore su 24, 7 giorni su 7


    Torino, le novità dei blocchi al traffico si preannunciano tutt’altro che benevole per gli automobilisti.
    Numerosi veicoli faranno i conti con le nuove limitazioni, che entreranno in vigore a partire dall’inverno 2018/19.
    Più nello specifico, a partire dal prossimo 1 ottobre, Torino e i Comuni che fanno parte del Tavolo metropolitano bloccheranno definitivamente il transito di tutte le auto e i veicoli commerciali Euro0 (diesel, benzina, metano e Gpl) 7 giorni su 7, 24 ore su 24. Una stretta evidente, visto che, in precedenza, erano loro negata la circolazione da lunedì a venerdì con orario diurno.
    Grandi cambiamenti anche per le auto e i veicoli commerciali diesel Euro1, 2 e 3, che non potranno circolare dal lunedì al venerdì dalle 08:00 alle 19:00. Le vetture Euro1 e ed Euro2 staranno ferme per tutto l’anno con le modalità annunciate, mentre gli Euro3 seguiranno le prescrizioni dall’1 ottobre al 31 marzo, sempre dalle 08:00 alle 19:00. Prima, invece, gli Euro3 dovevano essere accantonati solo allo scattare del semaforo arancione.
    Lo stesso discorso vale per i ciclomotori e i motocicli Euro 0, che dovranno stare fermi 24 ore su 24, ma solo nei 6 mesi del periodo invernale.
    Torneranno infine i blocchi in base alle condizioni dell’aria. Come già avvenuto in questo inverno, in base alle rilevazioni degli organi preposti (come Arpa Piemonte), si provvederà alla disposizione di blocchi al traffico in base alla gravità della situazione.
    Con le misurazioni del livello di pm10 nell’aria, infatti, sarà possibile stabilire se bisognerà attenersi ai vari “semafori” (rosso, arancione e giallo). In questo modo, toccherà prestare attenzione agli stop ai veicoli Euro4 ed Euro5.
    Insomma, per gli automobilisti torinesi, le novità non sembrano essere proprio entusiasmanti. Le nuove condizioni costringeranno i proprietari a mantenere ferme tantissime autovetture in città, con non poco disappunto.

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  2. In data 06/08/2018 16:23:37 a pubblicato
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    Parassiti e afidi dell'orto: 8 rimedi naturali per dire loro addio

    Fiori e piante sono la tua passione? I parassiti però possono essere davvero una rottura e mandarli via non è così semplice. Sapevi però che esistono diversi rimedi naturali per farlo?

    Ti piace coltivare piante e fiori? Se la risposta è sì, sicuramente avrai già avuto a che fare con parassiti e pidocchi delle tue beneamate amiche verdi, e purtroppo non c’è pollice verde che tenga.

    Quando arrivano i parassiti, liberarsene può essere difficile e molte volte persino gli antiparassitari si rivelano inutili. Senza contare che per acquistarli bisogna mettere mano al portafogli, e inoltre inquinano davvero moltissimo.

    Ma forse non sapevi che ci sono moltissimi rimedi naturali per prevenire e debellare i principali nemici di fiori e piante. Così non solo eviterai di inquinare il terreno dove crescono, inoltre eviterai di pagare un occhio della testa.

    Che si tratti di cocciniglie, acari o mosche bianche, la soluzione è a portata di mano. Proprio in casa c’è tutto quello di cui hai bisogno per salvare in modo economico e naturale le tue piante infestate, che siano in giardino o in vaso. Ecco allora gli 8 rimedi naturali per dire addio ai parassiti delle piante:


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  3. In data 06/08/2018 11:01:21 a pubblicato
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    I super privilegiati muovono guerra totale al Governo Conte: difendiamolo!


    In autunno scatterà un’offensiva mediatica, politica, burocratica, mai vista, senza precedenti.
    I super privilegiati, una piccolissima parte degli italiani, faranno una resistenza accanita con tutti i mezzi pur di abbattere il Governo Conte, Governo che gode della fiducia di oltre il 60% degli italiani, appartenenti al popolo che lavora e a quello che non gode del diritto di lavorare, diritto solennemente garantito dall’art. 1 della Costituzione Della Repubblica Italiana.
    Nessuno può essere escluso da una vita dignitosa: a partire dai più deboli, dai più emarginati, da quelli che sono considerati dei semplici oggetti, macchine non persone, per produrre e per consumare, non in libertà ma in obbedienza al modo di pensare e alla volontà dei più forti, di quelli che possiedono il potere finanziario, prima ancora che economico.
    Gli imprenditori seri, non i ‘prenditori’, gli artigiani, i piccoli commercianti, i piccoli professionisti sono anch’essi sotto il giogo del potere finanziario.
    Questo potere, sovrastrutturale e non ancorato al mondo produttivo, opera con modalità esclusivamente speculative e ormai ha tolto l’indipendenza e l’autonomia alle imprese produttive.
    Le imprese produttive italiane faticano moltissimo, ai limiti dell’impossibilità, a trovare sbocchi di mercato se non entrano nella logica e nelle ‘grazie’ della finanza nazionale, peraltro prona senza dignità a quella internazionale.
    Ebbene l’insieme dei poteri, quello finanziario in primis, quello parassitario che vive solo di rendita, e poi quello mediatico, quello burocratico e quello politico asserviti ai primi due, difenderà lo stato attuale delle cose tutto fatto a loro misura e vorrà impedire qualsiasi cambiamento che porti a una distribuzione più equa della ricchezza nazionale.
    Combatterà, con tutti i potentissimi mezzi a disposizione senza alcuno scrupolo o vincolo etico, chiunque osi minacciare il loro stato di privilegiati a scapito di tutto il resto del nostro popolo.
    I media partono già da ora con i toni minacciosi che annunciano l’avvio della guerra, per ora psicologica, che potete facilmente riscontrare dai titoli degli articoli.na distribuzione più equa della ricchezza nazionale.
    I media partono già da ora con i toni minacciosi che annunciano l’avvio della guerra, per ora psicologica, che potete riscontrare dai semplici titoli degli articoli.
    I sindacati pur di non perdere i loro privilegi si uniranno  a costoro cerando di fare una vastissima campagna di convigimento tra i lavoratori.
    I super privilegiati non possono dichiarare apertamente i propri obbiettivi, in quanto, se lo facessero, sapremmo da loro stessi quali interessi tutelano e quindi a nome di chi parlano. Li rassicuriamo: il popolo italiano lo ha già capito da molto tempo e ha agito di conseguenza lo scorso 4 marzo. In futuro lo farà con un’efficacia ancora maggiore.
    A noi tutti il compito di sostenere in ogni modo il Governo Conte, che è nato e sta operando a difesa degli interessi e dei diritti fondamentali della stragrande maggioranza degli italiani, non del club dei super ricchi che vivono di rendita speculando, al cui servizio operano i media italiani di regime.

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  4. In data 04/08/2018 08:05:51 a pubblicato
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    Birra: 10 Fantastici Usi Alternativi Da Conoscere Assolutamente

    La birra non va assolutamente buttata ma riciclata. Una volta aperta risulta comunque imbevibile ma può avere degli usi inaspettati

    La birra non è solo una delle bevande più apprezzate al mondo. Questo celebre liquido giallo, nato dalla fermentazione di malto e luppolo, ha infatti numerosi usi alternativi tanto utili quanto poco noti. Soprattutto per quanto riguarda il riutilizzo dei fondi di bottiglia.

    Dopo una cena o una festa, la prima cosa che tutti sono soliti fare è quella di buttare la birra rimasta nei bicchieri e nelle bottiglie nel lavandino.

    Ed è proprio qui che sbagliamo! Perché la birra non va assolutamente buttata ma riutilizzata. Una volta aperta, anche se rimasta in lattina o in bottiglia, diventa presto imbevibile, ma può avere degli usi che in molti non conoscono! Con dei piccoli accorgimenti di economia domestica possiamo ottenere risultati straordinari.
    Soluzioni economiche, ecologiche e anche veloci! Curiosi di sapere quali sono? Scopriamo insieme questi modi alternativi per riciclare la birra:


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  5. In data 25/07/2018 08:22:13 a pubblicato
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    Torneremo tutti agricoltori, e sarà la nostra salvezza

    Forse ha ragione Nietzsche, forse la storia è davvero un eterno ritorno dell’eguale. Negli anni ’50 eravamo una terra di agricoltori diventati operai. Nel giro di vent’anni gli operai sono diventati impiegati. Il problema sono i figli degli impiegati, cui era stata promessa la luna di un lavoro creativo, senza cravatte, gerarchie, noia. E che, complice la crisi economica, si sono ritrovati, molto più prosaicamente, senza un lavoro. Molti di loro ancora non si sono rassegnati a cercare il loro personale eldorado nella giungla del terziario avanzato. Altri, invece, sono tornati al punto di partenza, ai campi e alla terra: nel 2013, le iscrizioni ai dipartimenti di agraria in tutta Italia sono aumentate del 40% circa.

    Pauperismo, anti-capitalista? Decrescita felice? Niente di tutto questo. Al contrario, nel 2013, il valore aggiunto dell’agricoltura italiana è cresciuto del 4,7%, mentre il Pil italiano cadeva di quasi due punti percentuali. Nello stesso periodo, anche l’export agricolo italiano è cresciuto del 5%. A differenza di quel che è accaduto in altri settori, questa crescita ha avuto effetti benefici anche sull’occupazione. Nel secondo trimestre del 2014 – periodo  di calo del Pil, tanto per contestualizzare il dato – l’occupazione del settore agricolo è cresciuta del 5,6%.

    I numeri di un primato

    Dati sorprendenti, questi, ma non certo frutto di una strana e fortunata congiunzione astrale. Pochi se ne sono accorti, in questi anni, ma l’agricoltura è una delle poche vere eccellenze che sono rimaste a questo paese. Come ben racconta l’ultimo rapporto di Fondazione Symbola dedicato all’agricoltura, sono ben 77 i prodotti in cui la quota di mercato mondiale dell’Italia è tra le prime tre al mondo, 23 – pasta, pomodori, aceto, olio, fagioli, tra questi –  in cui è la prima.

    La nostra capacità di primeggiare è figlia, soprattutto, della grande qualità delle nostre produzioni. Non è un caso, peraltro, che non ci sia agricoltura in Europa – e poche al mondo – che abbiano una capacità di generare valore aggiunto quanto quella italiana. Da noi, un ettaro di terra, produce 1989 euro di valore aggiunto: ottocento euro in più della Francia, il doppio di Spagna e Francia, il triplo dell’Inghilterra.

    Che ci crediate o meno, la nostra – con le sue 814 tonnellate di gas serra emesse per ogni milione di euro di prodotto – è anche una delle agricolture più “pulite” d’Europa. Molto più di quella inglese, ad esempio, che di tonnellate ne emette 1935, o di Germania e Francia, rispettivamente 1.339 e 1.249. È anche una delle più sicure, nonostante tutto: lo scorso anno, solo lo 0,2% dei prodotti agricoli made in Italy ha presentato residui chimici con valori oltre la norma. In Europa questa percentuale è salita all’1%, sino ad arrivare all’1,9% della Francia e al 3,4% della Germania.

    Altro dato piuttosto sorprendente è la nostra primazia nell’economia delle produzioni biologiche. Nessun paese Europeo ha tanti produttori quanti ne ha l’Italia, che ne può contare ben 43.852, il 17% di tutti i produttori europei. Se allarghiamo lo sguardo oltre i confini continentali, siamo anche sesti al mondo per ampiezza delle superfici a biologico, che crescono a un ritmo di 70mila ettari l’anno.


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LE TUE MANI

Grande è la gioia che provo quando posso stringere le tue mani.
Sento esprimere tutte le cose che non mi hai mai detto,
sento che ancora mi vuoi bene,
anche se non te l'ho mai chiesto.
Nelle tue mani ho messo il mio cuore
e tutto l'amore vero e sincero.
Il tempo è passato ma il mio sentimento non è mai cambiato è ancora forte e vivo.
Spero ancora di stringere le tue mani,
sentire che col pensiero mi sei vicina.
Ti prego! non negarmi la gioia di un tuo saluto
e la speranza che un giorno non lontano,
ancora io possa stringere le tue mani.

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