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  1. In data 20/03/2018 11:48:26 a pubblicato
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    LE BUCHE DI ROMA!


    di MoVimento 5 Stelle Roma
    Ci sono le buche e ci sono i buchi. Le buche sulle strade di Roma e i buchi nei bilanci del Campidoglio e delle sue aziende. Abbiamo ereditato entrambi. Stiamo affrontando disagi e problemi che entrambi causano ai cittadini, e che non possiamo né vogliamo negare. Servono pazienza, costanza e determinazione. Sono doti che non ci mancano e che giorno dopo giorno produrranno soluzioni e miglioramenti. Ma il lavoro che stiamo portando avanti si può spiegare solo se inserito nel giusto contesto di partenza: quello di una città in cui per decenni è mancata la manutenzione; dove una politica irresponsabile ha gettato via i soldi dei cittadini senza risolvere un solo problema.

    Immaginiamo già l’obiezione dei tuttologi da tastiera, in questi giorni impegnati a spiegarci la fisica delle buche e la chimica del bitume: “basta incolpare il passato, governate da due anni e dovete risolvere i problemi”. Giusto. Ma come li risolviamo in due anni i problemi prodotti da vent’anni di malgoverno? Sprecando denaro pubblico che verrà poi pagato in futuro dai romani? Affidando i lavori agli amici degli amici per fare prima e peggio, come ha fatto chi ci ha preceduto? Aggiungendo buchi (di bilancio) alle buche (che sono già abbastanza sulle strade)? Foraggiando un sistema che produceva presunte tangenti, come quello finito nel mirino della magistratura nel 2015? Forse con la bacchetta magica?

    Sono strumenti che non ci appartengono. E vogliamo quindi spiegare ai cittadini cosa stiamo facendo per rispondere all’emergenza strade, causata dal ghiaccio e dalle piogge delle ultime settimane che hanno aggravato ulteriormente le condizioni dell’asfalto già deteriorato. Abbiamo deciso di mettere in campo interventi urgenti, con un piano straordinario che nella prima fase prevede 17 milioni di lavori e la copertura di 50mila buche in un mese. Vogliamo essere chiari: non è la soluzione ideale, ma la situazione è peggiorata a causa di eventi imprevedibili e la priorità in questo momento è garantire la sicurezza e l’incolumità dei cittadini.

    La soluzione ideale è quella che abbiamo proposto dall’inizio del nostro mandato, lanciando l’operazione #StradeNuove: programmare appalti e interventi per il rifacimento integrale di lunghi tratti delle principali arterie cittadine. Una pianificazione da circa 90 milioni di euro che al momento prevede 88 interventi: 40 già conclusi, 11 in corso, 37 in gara. Lavori fatti bene, finalizzati a evitare che le strade si spacchino di nuovo in un prossimo futuro, a evitare nuove emergenze. Lavori che si sommano a quelli effettuati dai singoli Municipi, che ringraziamo per l’impegno che quotidianamente mettono in campo.

    Si può sempre fare di più e i cittadini hanno il diritto di pretenderlo. Ma noi siamo convinti di aver fatto il massimo dopo anni di incuria e mancata manutenzione. Certamente la capacità di intervento è stata ridotta dalla crescente mancanza di risorse e trasferimenti. Ne avremmo avute di più se non avessimo dovuto riconoscere oltre 150 milioni di debiti fuori bilancio, ereditati dalle precedenti amministrazioni, in due anni. Le avremmo oggi se il Governo destinasse alla città fondi e poteri adeguati al ruolo di Capitale, come abbiamo più volte chiesto.

    Per riportare Roma alla normalità ci vuole tempo. Lo sapevamo e siamo pronti alla sfida. Abbiamo voglia di fare le cose per bene e siamo sulla strada giusta, come ha certificato l’Anac che vigila sugli appalti del Campidoglio. Le polemiche di chi ha facili soluzioni in tasca non ci interessano. Noi guardiamo all’interesse dei cittadini e continuiamo a lavorare per loro.


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  2. In data 20/03/2018 08:17:37 a pubblicato
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    Una buona soluzione Per Formare un GOVERNO a L'ITALIA


    Lega-M5s, si lavora a un’intesa: via la Fornero, no all’aumento dell’Iva, più tempo per il resto

    La prima apertura di credito al nuovo governo, qualunque esso sia, arriva da Bruxelles. Niente di ufficiale, ma dall’Unione europea trapela la volontà di concedere all’esecutivo più tempo per presentare il Def 2018, il documento di economia e finanza sul quale si basano le politiche del governo. A spingere in questa direzione è Pierre Moscovici, il commissario Ue, che ha subito smentito gli allarmi lanciati da Padoan.

    l nodo cruciale riguarda il dibattito parlamentare sulle risoluzioni che impegneranno il governo: quelle che non prevedono lo scostamento dai vincoli di bilancio possono essere approvate a maggioranza semplice, ma la partita si complica nel caso una risoluzione che impegna il governo a sforare la spesa. Si può fare, ma serve la maggioranza assoluta. 

    Sarà un banco di prova fondamentale per capire chi potrà governare davvero. Certo,  i punti di contatto tra Lega e 5 Stelle sono già molti  a cui ora si aggiunge la volontà di sterilizzare l’aumento dell’Iva: un’operazione da 12 miliardi di euro per il 2019 e da 19 miliardi per l’anno dopo (1,8 punti di Pil).

    Un testo di Lega e 5 Stelle non è certo fantascienza, ma serve molta diplomazia. Ed è quello a cui stanno lavorano le parti. Se sull’abolizione della Fornero, Salvini e Di Maio parlano la stessa lingua, le divisioni più profonde riguardano flat tax – rifiutata, sulla carta, dai grillini – e reddito di cittadinanza – che per la Lega è inammissibile. “Potremmo lavorare a un testo senza riferimenti specifici ai due provvedimenti per capire quale spazio di collaborazione ci sia”, spiega una fonte qualificata.

    Nessuno dei due vuole rinunciare ai propri principali progetti, ma c’è la consapevolezza che rimandando di qualche mese i due provvedimenti più importanti si potrebbe dare una svolta su temi caldi per entrambi come il lavoro, l’immigrazione, il taglio ai vitalizi e la riduzione delle tasse.

    “Ci sono delle forti divergenze, ma bisogna intendersi sulla sostanza” dice Armando Siri, l’ideologo della flat tax della Lega, che poi spiega: “Se il reddito di cittadinanza è puro assistenzialismo noi non possiamo starci, ma se è uno strumento per aiutare chi è in difficoltà la Lega non si tira indietro. Non dimentichiamo, però, che le politiche attive per il lavoro degli ultimi cinque anni sono costate 200 miliardi di euro”. Al di là delle divergenze politiche, per approvare flat tax e reddito di cittadinanza non ci sono i soldi, quindi un’intesa serve a tutti.

    Una risoluzione congiunta sul Def che sul governo potrebbe quindi partire dall’abolizione della Fornero e la sterilizzazione dell’Iva, evitando di nominare direttamente la flat tax e il reddito di cittadinanza: basterebbe, per esempio, parlare di una generica riduzione delle tasse e di un maggior sostegno ai cittadini in difficoltà per guadagnare tempo. Le settimane necessarie e capire se gli spazi di manovra siano sufficienti per un governo Salvini-Di Maio, o quanto meno per arrivare a un’intesa su una legge elettorale prima di tornare alle urne.


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  3. In data 16/03/2018 08:17:00 a pubblicato
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    Le condizioni di Salvini a Di Maio: “Fai un passo indietro anche tu”

    Il problema principale, adesso, è che vogliono entrambi la stessa presidenza: quella della Camera. Poi, certo, tutti e due precisano che hanno parlato solo di questo, non del governo. Ma è chiaro che quella delle presidenze è la prima, cruciale tappa per capire se un governo ci sarà. La telefonata di Matteo Salvini a Luigi Di Maio è arrivata alle 20.15 di ieri, dopo che il leader della Lega aveva già spianato la strada a una possibile alleanza. E ha cementato la convinzione che un patto di tendenza sovranista è più che possibile. Ormai è probabile. 


    Serviranno diversi incontri, per ora non ancora fissati. Ma quanto filtra è indicativo. I due leader, che si parlavano direttamente per la prima volta, su un punto concordano: «Abbiamo i numeri per fare una legge elettorale tra noi due e tornare al voto quando vogliamo». Sia Salvini sia Di Maio sanno che i loro sono gli unici partiti non atterriti dall’ipotesi delle urne. Il che darebbe ragione ai timori espressi da Dario Franceschini, che sta provando in tutti i modi a spostare i partiti verso un governo costituente, per cambiare la legge elettorale e lasciare una sola Camera. I 5 Stelle per ora non vogliono pensare a questa prospettiva che pure, lo sanno, farebbe piacere a Sergio Mattarella. Meglio, anche per spaventare i dem, andare a vedere le carte di Salvini, «e vediamo come reagisce il Pd». «Questi fanno la legge e torniamo a votare tra luglio e ottobre» ha detto Franceschini ad alcuni colleghi. È così?

    Sicuramente la legge elettorale con la Lega è il piano B di Di Maio. La paura dei grillini semmai è un’altra, che Salvini chieda l’unica cosa che il M5s non è disposto a concedere: un passo indietro di Di Maio. «Se io sono disposto a non fare il premier, la stessa cosa deve dire lui». È una condizione ancora indigeribile per i 5 Stelle, disposti invece a mettere mano al programma e firmare il famoso «contratto alla tedesca» che chiedeva Di Maio. L’asse avrebbe anche la benedizione di Beppe Grillo, stufo dei tentennamenti del Pd e pronto a una politica di adattamento con i leghisti. E intanto oggi partiranno le consultazioni dei due capogruppo grillini, Giulia Grillo e Danilo Toninelli.

    Vista da parte leghista, la soluzione preferita resta sempre un Salvini I di centrodestra che va in Aula a chiedere i voti che mancano. L’ipotesi però appare sempre più improbabile, e Salvini sa che il suo nome è il meno adatto per mettere insieme una maggioranza. E allora via con il piano di riserva, ammiccare ai grillini: se son governi fioriranno («È l’ultima ratio prima di nuove elezioni», spiega uno stratega leghista con uso di latino), ma nel frattempo si mette paura a Fi.

    L’accordo sulla spartizione delle presidenze sarebbe già fatto se, come si diceva, non ci fosse una poltrona per due, quella della Camera. «Ho ricordato a Salvini che il M5s è la prima forza politica del Paese, con il 32% dei voti e il 36% dei deputati», dice Di Maio. Ma Salvini vedrebbe bene a Montecitorio uno dei suoi fedelissimi, qualcuno di più vicino a lui che Roberto Calderoli, l’unico leghista papabile per Palazzo Madama. Magari non Giancarlo Giorgetti, indispensabile come futuro ministro, probabilmente dell’Economia, ma Massimiliano Fedriga, già capogruppo alla Camera che è considerato, guarda caso, il leghista in migliori rapporti con i grillini. E, ri-guarda caso, i leghisti fanno sapere che una «priorità» è «tagliare vitalizi e spese inutili», musica per le orecchie pentastellate.

    Chi non crede assolutamente a un governo Lega-M5S è Romano Prodi. Il Professore lo confida a un amico: «Berlusconi non lo consentirà a nessuna condizione».


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  4. In data 16/03/2018 07:57:57 a pubblicato
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    Hamilton e Bottas a Villastellone | Il team campione del mondo Formula 1 | La visita al centro ricerche PEtronas Hamilton e Bottas a Villastellone | Il team campione del mondo Formula 1 | La visita al centro ricerche PEtronas

    Formula 1, Hamilton e Bottas in provincia di Torino per il lancio del nuovo centro Petronas

    A Villastellone

    Il team campione del mondo di Formula 1 2017 è passato in visita in provincia di Torino, precisamente a Villastellone, per il lancio del nuovo Global Research & Technology Centre di Petronas, l’azienda petrolifera che ha nel torinese un laboratorio dove 200 scienziati studiano benzine e oli per le auto della Formula 1.

    C’erano anche Lewis Hamilton, campione del mondo piloti in carica, e il finlandese Valtteri Bottas, che ha pubblicato su Twitter uno scatto da Villastellone con il commento “Oggi sono stato in Italia per l’apertura del Petronas Global Research & Technology Centre.

    La squadra della Mercedes AMG, infatti, ha presenziato all’inaugurazione del nuovo centro Petronas a Villastellone, che darà lavoro a oltre 200 ricercatori di tutto il mondo. Un impianto modernissimo costruito in due anni, e che è otto volte più grande del precedente, grazie a un investimento di 60 milioni di Petronas.

    L’azienda malese è sponsor della Mercedes di Formula 1, che da quattro anni vince sia il titolo piloti sia il mondiale costruttori. E Bottas ha anche provato la vettura 2016 di Hamilton, facendo girare il potentissimo motore davanti ai presenti.

    Ecco il tweet condiviso da Bottas che testimonia la visita torinese del team campione del mondo nella categoria più importante dell’automobilismo sportivo.


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  5. In data 14/03/2018 19:53:45 a pubblicato
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    Scadenza 26 marzo per le vacanze gratis Inps, come fare domanda


    Si chiama Estate INPSieme Senior il progetto che prevede vacanze gratuite, o quasi, per i pensionati. Ecco a chi è rivolto e come partecipare

    Scade il 26 marzo il termine ultimo per presentare domanda all’Inps per usufruire delle vacanze gratis per pensionati grazie al progetto Estate INPSieme Senior. Il bando è stato promosso l’8 marzo dall’Istituto Nazionale di Previdenza  Sociale. Il progetto è rivolto a tre tipologie di pensionati e offre la possibilità di trascorrere gratis (o quasi) una vacanza estiva in Italia o all’estero.

    Ancora pochi giorni quindi per accedere ai contributi che daranno la possibilità di godere di un soggiorno gratuito, o in parte pagato, a circa 4mila persone. Le vacanze dovranno avere luogo durante l’estate 2018 nel corso dei mesi di luglio, agosto e settembre. La copertura, che potrà essere totale o parziale, prevede assicurazione, spese di vitto, alloggio e di viaggio, eventuali gite, escursioni, attività sportive o ludico-ricreative. Obbligatoria la partecipazione, nel corso dei soggiorni, a corsi a tema. Ecco i settori: cucina, arte, informatica, attività motoria, ballo, ludico ricreative.

    Possono accedere al bando i pensionati, con l’estensione a coniugi ed eventuali figli disabili purché conviventi. I beneficiari del progetto sono coloro che sono iscritti alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali, alla Gestione dipendenti pubblici e alla Gestione Fondo ex Ipost. Quasi 4mila i contributi che verranno erogati. Per le prime due tipologie di pensionati, sono mille le quote che verranno finanziate per vacanze di otto giorni, duemila per i soggiorni di 15 giorni. Per gli utenti della Gestione Fondo ex Ipost verranno erogati 250 contributi per otto giorni, 600 per 15 giorni.

    Verrà stanziato un massimo di 800 euro per le vacanze con una durata di otto giorni in Italia o all’estero; di 1400 euro, invece, per soggiorni di 15 giorni.

    Chi vincerà il bando entro il 28 giugno 2018 riceverà dall’Istituto un acconto pari all’80 per cento  del contributo. Per coloro che subentreranno a causa dello scorrimento delle graduatorie, la liquidazione dell’acconto è prevista entro il 10 luglio.

    La domanda si può presentare solo per via telematica attraverso il sito internet dell’Inps, cercando Estate INPSieme Senior. Per accedere al bando bisogna essere inseriti nella banca dati Inps, servono anche l’Isee e il codice Pin Inps. La graduatoria verrà pubblicata sul sito dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale.


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LE TUE MANI

Grande è la gioia che provo quando posso stringere le tue mani.
Sento esprimere tutte le cose che non mi hai mai detto,
sento che ancora mi vuoi bene,
anche se non te l'ho mai chiesto.
Nelle tue mani ho messo il mio cuore
e tutto l'amore vero e sincero.
Il tempo è passato ma il mio sentimento non è mai cambiato è ancora forte e vivo.
Spero ancora di stringere le tue mani,
sentire che col pensiero mi sei vicina.
Ti prego! non negarmi la gioia di un tuo saluto
e la speranza che un giorno non lontano,
ancora io possa stringere le tue mani.

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